I 3 nuovi trend della food experience

La generazione Y, quella dei millennials, si muove tra la ricerca di nuove esperienze e il multitasking, ma è al contempo indecisa e preda della Fomo, Fear of missing out, ovvero paura di perdersi qualcosa. Più propositiva e irriverente la generazione Z dei nati a fine anni Novanta, che le innovazioni non le cerca ma le crea, senza timore di esporsi al giudizio altrui e abile nel simultcasting, il fare tutto contemporaneamente. Se ne è discusso al primo incontro del progetto Slice of Innovation, promosso dalla società Continuum in occasione di Expo 2015.
Nuovi target, dunque, per nuove modalità di consumo. Anche alimentare. Il confronto generazionale ha aperto così un nuovo scenario della food experience, individuando tre nuove tendenze in corso di sviluppo trasversale.
1. #Food Uniform: Attualizzando Feuerbach, l’uomo è ciò che mangia. Oggi quanto mai, le persone si identificano con un tipo di dieta specifico, che crea stili alimentari segmentanti e personalizzati nel vero senso del termine. Parte integrante della persona.
2. #Service on stage: Non di solo pane vive l’uomo, ma di esperienza. Oggi non si tratta più esclusivamente di cibo, ma di un contesto percettivo che deve essere considerato a tutto tondo, a partire dal come, ma anche dal dove, dal chi e dal quando. Il servizio in scena, come spettacolo, come evento.
3.#Fomo Food: L’esperienza non è solitaria, è collettiva. La parola chiave è condivisione. Se gli altri non lo sanno, allora non è mai accaduto (ancora, Fear of missing out). Il cibo si immortala, si chiacchiera, si fa trama dei discorsi social. Il senso fondamentale diventa la vista, prima ancora del gusto.
Capire, per intercettare e fare business.

 

 

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