I cambiamenti demografici danno vita a nuove aree di business

PREVISIONI 2010 – Le trasformazioni influenzano i consumi e favoriscono nuove aggregazioni intersettoriali. Il futuro secondo Eurogroup Consulting. (Da MARK UP 184)

Registrati gratuitamente per scaricare il pdf con la versione completa dell'articolo >

1. Invecchiamento, frammentazione
del nucleo familiare, immigrazione
2. I retailer competono
in nuove aree di business
3. Le aziende devono adeguarsi ai mutati modelli di consumo


I cambiamenti demografici stanno influenzando in modo significativo il comportamento d’acquisto del consumatore e inducono le aziende di produzione e i retailer a rivedere i propri modelli di business.

Basti pensare che secondo il Fmi la crisi economica avrà un effetto negativo sulla finanza pubblica pari solamente al 10% dell’effetto dell’invecchiamento nei paesi del G20. Si parla, infatti, di global aging e, secondo le stime del demografo Lutz, l’età media della popolazione mondiale nel 2010 sarà 31,3 anni; alla fine del secolo, potrebbe divenire pari a 45,5 anni. Se guardiamo l’Italia, dal 1972 a oggi e secondo le stime al 2030, la piramide della popolazione tenderà gradualmente a invertirsi con forti cambiamenti nei processi di consumo: dalla spesa per prodotti grocery all’incremento di quella per beni e servizi per la salute, alla richiesta di servizi finanziari e di comunicazione semplificati.

I nonni italiani
nella cura dei nipotini

L’invecchiamento della popolazione porta con sé problemi di sostenibilità del sistema pensionistico ed elevati costi per la sanità. Tuttavia l’Italia è uno dei paesi in cui gli over 60, pur andando in pensione prima, rimangono attivi per molti anni, prendendosi cura dei più giovani componenti della famiglia. Secondo un’indagine di Share, in Italia, metà dei nonni over 50 sono impegnati nella cura di un nipote sotto i 13 anni almeno una volta alla settimana; uno su tre quotidianamente. Tale percentuale risulta significativamente più elevata rispetto ad altri paesi del nord Europa. Basti pensare che in Italia, Spagna e Grecia anche i nonni fra i 70 e gli 80 anni sono attivi nella cura dei nipoti. Questo fenomeno, da un lato, evidenzia come la mancanza di servizi assistenziali sia sopperita dai cosiddetti giovani anziani, di età compresa tra i 50 e i 64 anni, che nel 2020 si stima avranno un reddito disponibile superiore a quello medio nazionale anche del 15%. Dall’altro, favorisce una serie di decisioni, nell’ambito del nucleo familiare, quali il lavoro della donna e la scelta di avere figli. Secondo ricerche condotte dal Centro Dondena, la possibilità di un aiuto da parte dei nonni aumenta del 35% la probabilità che una mamma italiana lavori.

Nuclei familiari
e immigrazione


A ciò occorre aggiungere altre riflessioni sul tessuto demografico italiano: da un parte tende a diminuire l’ampiezza della famiglia, solo il 21% delle famiglie risulta avere una composizione tradizionale. Dall’altra, il forte incremento degli stranieri residenti. Si stima in oltre 2,7 milioni di residenti regolari la popolazione straniera, che in media risulta più giovane di quella italiana: solo il 2,3% degli immigrati è costituito da over 65. Se leggiamo i cambiamenti demografici in uno scenario prospettico, ci rendiamo conto che questi avranno impatti significativi sui settori merceologici spingendo alcuni segmenti di mercato, quali i servizi finanziari, l’entertainment e in generale l’area della salute e del benessere. Ma non solo. I confini settoriali, che storicamente hanno segnato il distinguo fra industria di produzione, distribuzione e servizi, probabilmente saranno superati e rielaborati alla luce dell’attuale rivoluzione demografica.

Complementarità
nei processi di acquisto
e di consumo


Già oggi, sfruttando la complementarità nei processi di acquisto e di consumo, i retailer - da Coop a Carrefour e Auchan - competono in nuove aree di business quali i servizi finanziari, che vanno da strumenti di incasso e pagamento fino ai servizi di finanziamento.

Oppure servizi per il tempo libero, ristorazione, servizi per la fornitura di energia, parafarmacie e telefonia mobile. Ma numerose sono anche le aziende di produzione che stanno ripensando al proprio modello di business: diminuiscono i bisogni basici e aumenta l’attenzione verso bisogni relativi all’autostima, al desiderio di appartenenza, all’autorealizzazione e, con riferimento all’alimentare, si evince un’attenzione crescente rivolta ai prodotti funzionali più legati all’offerta salutistica. Numerose multinazionali del farmaceutico stanno investendo in prodotti nell’area dei nutraceutici. Altre aziende locali tendono a entrare in nuovi canali di vendita e a sviluppare nuove alleanze strategiche creando network alternativi: aziende produttrici di prodotti biologici e salutistici, canale delle erboristerie e delle parafarmacie, delle catene di palestre e dei centri benessere.

È possibile immaginare che, dato il progressivo invecchiamento della popolazione e dato l’allungamento della vita media, ci troveremo davanti a una domanda crescente, non solo di servizi assistenziali, ma anche di nuovi servizi, in cui siano coniugate cure mediche, benessere psicofisico, prodotti per la cura della persona, gestione del tempo libero e nuove offerte alimentari.

Chi perseguirà queste opportunità di sviluppo in nuove arene competitive sarà in grado di sostenere le proprie posizioni di business, rendendole solide in uno scenario futuro, in cui si combineranno in modo innovativo prodotti e servizi alternativi.

* Eurogroup Consulting

Complementarità tra acquisti e consumi

  • L’invecchiamento della popolazione, pur portando problemi al sistema sanitario nazionale, può rappresentare in Italia un incentivo al lavoro femminile e alla decisione di avere figli, essendo i nonni più disponibili rispetto ai paesi del nord Europa a prendersi cura dei nipoti
  • La riduzione del nucleo familiare e l’incremento di popolazione straniera residente, oltre all’aumento degli over 60, inducono i retailer a sviluppare nuove aree di business, sfruttando la complementarità nei processi di acquisto e di consumo
  • Le aziende di produzione, dal farmaceutico al manifatturiero, e le aziende di servizi, si troveranno, in prospettiva, a sviluppare nuove aggregazioni intersettoriali per rispondere ai cambiamenti demografici e ai nuovi modelli di consumo


Allegati

184-MKUP-Eurogroup
di Francesca Benini* / dicembre 2009

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here