I consumatori italiani diventano sempre più digitali. I retailer meno velocemente

"Investire nella digital trasformation è ormai un obbligo per il retail tradizionale". Così dichiara Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Anche se è ormai da diversi anni che il messaggio è questo, adesso sembra che sia davvero giunto il momento. Due gli elementi di rottura: il mobile ha digitalizzato la popolazione che è sempre connessa e i big pure player si stanno muovendo con decisione nel largo consumo.

Dentro il mercato
Nel 2015 la spesa media delle famiglie è aumentata dello 0,7% rispetto al 2013 e il trend riguardante i consumi è positivo attestandosi a + 0,8%. Nel 2015 gli utenti italiani di internet sono quasi 38 milioni (+ 3% rispetto al 2014) con consumatori che fanno acquisti online in numero cospicuo: 17,7 milioni (+11% rispetto al 2014).
Se il digitale è pervasivo, come rispondono i top retailer italiani al fenomeno? A questa domanda risponde una ricerca del Politecnico di Milano sui primi 300 retailer per fatturato che operano nel mercato nazionale. Lo studio ha preso in considerazione 30 innovazioni digitali e ne ha misurato il livello di adozione nei retailer per il 2015 e per il 2016.

Digital company
Le innovazioni misurate dall'Osservatorio sono state raggruppate in tre macro categorie: innovazioni nel backend, innovazioni nella customer experience nel punto di vendita e innovazioni a supporto dell'omnicanalità. Le innovazioni nella prima categoria che comprendono i processi di interazione tra retailer e fornitori e interni al retailer stesso, hanno subito il più importante livello di innovazione: ad oggi l'86% ha digitalizzato i processi e il fenomeno procede spedito. Le aree maggiormente interessate sono il Crm (18% del campione), la business intelligence (21%) e fatturazione dematerializzzata (18%). Nel 2015 i retailer sono stati maggiormente stimolati dall'omnicanalità e, rispetto al 2014, il 50% del panel ha dichiarato di aver investito in questa direzione. Nell'ambito della shopping experience il 33% dei retailer ha investito nel 2015. Per gli small retailer, l'omnicanalità non sembra una priorità e gli investimenti sono stati condotti prevalentemente nelle altre due macro aree (backend + shopping experience). È stata posta attenzione anche alla comunicazione digitale dove 8 player su 10 utilizzano almeno un nuovo canale digitale.

E intanto...
I big pure player si stanno muovendo senza indugio. Se eBay sta lavorando per espandere il più possibile il made in Italy anche alimentare, Amazon sta incrementando la propria rete logistica aggiungendo nuovi punti di contatto e di consegna. L'ultimo arrivato è la rete delle librerie Giunti al Punto in cui il consumatore potrà ritirare gli acquisti. Presenti su tutto il territorio nazionale con 180 punti di vendita anche nei centri commerciali, in 7 aeroporti e 3 stazioni ferroviarie, renderanno possibile ai consumatori il ritiro degli acquisti effettuati su Amazon senza costi aggiuntivi anche fino alle ore 22:00.

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