I linker people vivono nel reale e nel virtuale con continuità

Esperti – Sono i ventenni che orientano i gusti e i comportamenti dei coetanei. Abitano nei centri urbani e convergono attività e interessi nel mondo digitale. (Da MARK UP 177)

1.
È la generazione europea dei ventenni

2.
La tecnologia è una loro estensione

I
linker people, un gruppo che orienta i gusti e i comportamenti dei nuovi ventenni, sono caratterizzati da un forte bisogno di rielaborare il mondo e i contesti circostanti in modo unico e creativo, utilizzando la tecnologia come una piattaforma integrata e sempre in contatto con il mondo esterno.

Interessati all'innovazione e competenti viaggiatori, i ragazzi “linked” considerano il mondo virtuale come parte del reale, trasponendone linguaggi e codici comunicativi molto precisi. Si può dire che questi ragazzi sono, fra tutte le generazioni, i più competenti nella scelta del viaggio a basso costo, sapendo meglio sfruttare le potenzialità dei nuovi media. Conoscono e amano valutare, non solo per l'affare in sé ma per una sorta di gioco/performance rispetto alla loro abilità di ottenere il meglio, il prodotto più cool al minor prezzo: sono i figli delle compagnie low cost e del file sharing. L'opportunità di soddisfare questa esigenza “on the go” è un elemento di forte attrazione anche in termini di personalizzazione del servizio (quando voglio, dove mi serve). Con loro nasce la tendenza Techno-Travel, il viaggio con la connessione tecnologica, che prevede per esempio spazi come Fuel For Travel che, all'interno dell'aeroporto di Schiphol di Amsterdam, offre ai viaggiatori l'opportunità di scaricare musica, programmi tv e libri digitali direttamente sul proprio iPod.

Un posto in nessun posto

Questi ragazzi quando vivono sono alla ricerca di luoghi dove incontrarsi senza appuntamento, luoghi di convivialità connessa, luoghi in cui il reale e il virtuale danno vita a percorsi creativi e relazionali. Luoghi inaspettati, come Yotel all'interno degli aeroporti (per ora Gatwick e Heathrow a Londra), hanno saputo intrattenere, connettere e sorprendere i consumatori. Luoghi caratterizzati da un alto valore estetico e di design, da una totale libertà di soggiornare all'interno dello spazio che stimola, spiega e coinvolge il pubblico.

Sono in prima battuta i figli della nuova socialdemocrazia (nuovi soggetti e nuove tribù multiplayer) aperti alle combinazioni inaspettate tra fenomeni mediatici ed esperienze personali, in modo da creare e rilanciare codici comuni. Si tratta di ragazzi che vivono (soprattutto ma non solo) nelle città come Parigi, Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki. Anche nel resto del mondo il nocciolo duro di questa generazione si sta diffondendo a macchia d'olio.
I linker people vivono la loro condizione reale e virtuale come un paesaggio integrato, in cui sia l'orizzonte tecnologico sia la condizione urbana si dimostrano come un infinito serbatoio di stimoli da proporre e da collezionare.

Per questi soggetti il paesaggio virtuale e il territorio urbano costituiscono un grande bacino in espansione, fatto di storie, raccontate attraverso tutto ciò che emerge dal web e dalla strada e arriva fino a noi. Il racconto che il linker fa della propria esperienza è un gioco di connessioni esteso, che prevede un modo sempre più diffuso di vivere esperienze intense, molteplici, esplorative: nella trilogia di enorme successo di Larsson, la protagonista Lisbeth Salander costituisce un esempio emblematico di questi soggetti.

Il paesaggio urbano diventa rappresentazione dell'esperienza individuale, un racconto visivo ed emozionale, metafora di un paesaggio unico che viene affrontato con una nuova categoria di prodotti e accessori. La simbiosi tra la città e chi la attraversa la rende un mezzo espressivo per comunicare valori ed esperienze di vita tra le più diverse.

Concetti quali l'upgrade, il raffinamento attraverso rilasci successivi e la modularizzazione, nati come metodologie per lo sviluppo del software, oltre a influenzare il mondo del lavoro (poiché le aziende tendono ad adattare la loro organizzazione sulla base dei processi degli applicativi utilizzati), si riflettono ormai anche nelle espressioni della quotidianità urbana dei linker people.

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