I nuovi volti della pubblicità italiana: Daniele Cobianchi

Cobianchi (vicepresidente McCann Worldgroup Italy): valori quotidiani, parlare con le persone, centralità

Cosa significa oggi fare pubblicità in Italia? Quale futuro si prospetta per lo scenario della comunicazione tra televisione e nuovi media? La parola passa alle menti creative del nostro tempo, al confronto su sfide e ambizioni di una contemporaneità dove il rapporto con la committenza è cambiato insieme al modello lavorativo e alle esigenze di business.010_MARKUP06_2016_CStory_Domande

1.Ho lavorato con tante eccellenze del food italiano: Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Ferrari Spumanti, ma mai con la Barilla. Con Barilla non vorrei fare una semplice campagna pubblicitaria, ma collaborare alla definizione di un ruolo meaningful che la marca a oggi ancora non ha dichiarato. I grandi brand  devono porsi al di là della vendita dei prodotti, contribuendo a migliorare la vita delle persone. Penso al valore universale della casa che Barilla ha comunicato per anni in ambito pubblicitario. Nel mondo di oggi quel valore ha un significato titanico, a partire dai flussi migratori. Barilla dovrebbe riprendere quel tema e farlo diventare una missione, portare la casa dove non c’è, costruendo operazioni di comunicazione e progetti che aiutino le persone in questo senso. “Dove c’è Barilla c’è casa” non sarebbe allora solo uno slogan ma un punto di vista sul mondo, un contributo a migliorarlo.

2.Mi piacciono le campagne pubblicitarie che usano l’esperienza come strumento per parlare con le persone. Qualche anno fa Lidl in Svezia ha fatto una campagna bellissima. Non hanno fatto uno spot, ma hanno lanciato un ristorante guidato da uno chef stellato che in tre mesi è diventato uno dei più quotati e alla moda. Al quarto mese, Lidl ha svelato che nel ristorante tutti i prodotti usati per cucinare provenivano dai propri supermercati. Questa operazione ha raggiunto un’audience altissima e ha dimostrato senza giochetti pubblicitari che la catena vende solo prodotti di qualità.

3.I clienti oggi vogliono dei punti di vista sul mondo che cambia e su come riuscire ad adeguare la loro marca al tempo nuovo. Io cerco sempre di portare cultura sociologica e spunti su come diventare rilevanti per le persone. Alcuni clienti pensano invece che tutto vada fatto come una volta, temono il cambiamento e restano in una zona di comfort. Tra questi ne vedo tanti perdere considerazione e quote di mercato.

4.Noi abbiamo una missione molto semplice quanto alta: aiutare le aziende ad aiutare le persone. E basta chiamarli consumatori. Aiutare non significa fare assistenza, ma diventare per le persone un nuovo punto di riferimento in un mondo che ne perde in continuazione.

 

 

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