Iarc: il caffè non è cancerogeno. Anzi, fa bene alla salute

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) conferma la sicurezza della bevanda per il consumo. Soddisfazione da parte del Comitato Italiano del Caffè.

Il caffè è salvo, lunga vita al caffè. La conferma arriva direttamente dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), che ha classificato il prodotto nel gruppo 3, ovvero quello dei “non cancerogeni per l’uomo”.

La notizia di riclassificazione del caffè da parte della Iarc aveva gettato un’ombra sulla percezione collettiva di questa bevanda, in un contesto dove l’allarmismo alimentare attecchisce spesso e volentieri aprioristicamente sui consumi, influenzandoli negativamente. I dubbi ora sono stati sciolti e i brand del comparto possono tirare un sospiro di sollievo.

Non solo. Si apre infatti la possibilità di associare la bevanda a un ricco corredo di effetti benefici: dal rallentamento del fisiologico declino cognitivo all’azione preventiva nei confronti del diabete, come spiega Mario Cerutti, Presidente del Comitato Italiano del Caffè: “Il Comitato Italiano del Caffè esprime soddisfazione perché sono confermati gli esiti positivi dei numerosi studi e metanalisi pubblicati dopo l'ultima valutazione Iarc del 1991, in base ai quali gli esperti escludono evidenze di rischio ma anzi valutano un possibile ruolo protettivo nei confronti di alcune forme di cancro, ad esempio quello al fegato e all’endometrio”.

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