Idm e distribuzione, alleanza strategica contro le pratiche commerciali sleali

L’intesa propone le linee guida per il recepimento della Direttiva UE 2019/633 nel quadro normativo nazionale per contrastare pratiche sleali e anticoncorrenziali nel mercato italiano

Importante accordo quello siglato dal mondo industriale e quello distributivo in ambito largo consumo e che risponde al recepimento della direttiva Ue (2019/633) sulle pratiche commerciali sleali: le imprese del comparto industriale, rappresentate in Centromarca, Federalimentare e Ibc-Associazione industrie beni di consumo, e quelle della distribuzione, rappresentate in Federdistribuzione, Ancc-Coop, Ancd-Conad, insieme ad Adm-Associazione distribuzione moderna, hanno raggiunto un’intesa per proporre ai legislatori alcune linee guida sull’integrazione della Direttiva nell’attuale quadro normativo nazionale per contrastare le pratiche sleali e anticoncorrenziali nel mercato italiano.

 

 

L’accordo rappresenta un importante passaggio, concordato da distribuzione e industria del largo consumo, per affermare con sempre maggior impegno la legalità e la correttezza delle relazioni commerciali e il contrasto a qualunque pratica sleale a tutti i livelli della filiera agroalimentare, anche a vantaggio del consumatore finale.

"Il traguardo a cui guardiamo, che trova d’accordo il mondo della distribuzione e l’industria del largo consumo, è quello di avere una normativa funzionale alla salvaguardia dell’intera filiera agroalimentare Made in Italy -dichiara Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione-. La libera concorrenza e il contrasto alle pratiche sleali e a tutte le forme di illegalità sono condizioni inderogabili per le aziende e creano valore dal campo alla tavola, restituendo ai consumatori di oggi, e alle nuove generazioni, un sistema di filiera più equo e sostenibile dal punto di vista etico, ambientale ed economico.Per questa ragione auspichiamo che le proposte che abbiamo indicato siano accolte nel percorso legislativo che porterà al recepimento della Direttiva Europea".

Francesco Mutti, presidente di Centromarca

"L’industria di marca, con gli altri firmatari dell’intesa, ha dato un segnale di grande chiarezza -aggiunge Francesco Mutti, Presidente di Centromarca-. Crediamo in relazioni commerciali all’insegna della legalità e della concorrenza. Auspichiamo che questi valori condivisi siano salvaguardati durante l’iter di recepimento della Direttiva. Una norma efficace tutelerà tutti i soggetti e favorirà la generazione di valore dal campo al consumatore finale".

Marco Pedroni, presidente Adm

"Si tratta di un accordo importante perché per la prima volta tutto il mondo distributivo e quello industriale si pongono con la medesima impostazione di fronte al legislatore -commenta Marco Pedroni, presidente di Adm-. Quel gioco di squadra che difficilmente si pratica nel nostro Paese qui trova concretezza. Tra i caposaldi dell’accordo va segnalato la forte volontà di contrastare l’illegalità e le pratiche sleali da qualunque parte provengano, con un concetto di reciprocità che tutela tutti i comparti interessanti indipendentemente dal loro ruolo e dal loro peso economico".

Per le aziende della distribuzione e del largo consumo la libera e leale concorrenza e il rispetto della legalità sono due principi portanti della filiera, fondamentali per continuare a offrire ai consumatori prodotti di qualità al giusto prezzo, per tutelare la sana occupazione e sostenere la rete delle piccole e medie imprese (Pmi), in particolar modo in campo agricolo, favorendone l’efficienza e dunque la crescita, anche attraverso una maggiore competitività, sia nel mercato italiano sia a livello internazionale.

Dettagli dell'intesa

Questa nuova intesa tra industria e distribuzione propone la creazione di un ampio ambito di applicazione della norma, coinvolgendo tutti i soggetti della filiera senza limiti di fatturato, in un contesto di reale reciprocità, quindi di tutela dei fornitori e dei clienti di tutti i comparti interessati. È necessario che a vigilare sull’applicazione della normativa venga individuato un soggetto super partes rispetto ai diversi comparti interessati, dotato delle adeguate risorse e completamente autonomo. Il nuovo quadro normativo dovrebbe valorizzare la concorrenza e salvaguardare la libera contrattazione, diventando un punto di riferimento per comportamenti corretti da parte di tutti i soggetti. È perciò utile approfondire l’ipotesi di opportune modalità di conciliazione.

L'intesa ribadisce, infine, la necessità di garantire la riservatezza in eventuali fasi istruttorie, il diritto alla difesa e sanzioni dissuasive commisurate alla gravità dei fatti, ma che non compromettano  la continuità delle imprese e il loro equilibrio economico.

L’accordo si inquadra in una più ampia intesa tra i due comparti, che puntano sempre più alla modernizzazione delle filiere, a una equilibrata remunerazione degli operatori, al rispetto dei diritti delle persone e dei lavoratori nella produzione, raccolta, trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari. In coerenza con questa prospettiva, distribuzione e industria dei beni di consumo sono impegnate da anni in un percorso di buone pratiche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

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