Il Centro (Arese) è la risposta a Westfield

Gli opinionisti di Mark Up: Massimo Moretti, presidente Cncc
Massimo Moretti
Massimo Moretti

Il Centro (Arese) è la risposta a Westfield

di Massimo Moretti - Presidente Cncc e Head of Business Unit Portfolio Beni Stabili SIIQ

Finalmente il 14 aprile abbiamo aperto Il Centro shopping center, più noto come Arese Shopping Centre. Per me è una bella pietra miliare rappresentativa di un’uscita dalla crisi: siamo esseri umani che vivono anche di emozioni, non sono sufficienti le cifre a raccontare un passaggio, abbiamo bisogno anche di segnali forti e tangibili, e Arese lo è: per dimensioni, investimento, scelte architettoniche, assortimento, mix delle insegne, servizi interni ed esterni; tanti segnali di energia, passione, innovatività e coraggio. Già, coraggio. Ne hanno avuto tanto, a partire dai lavori nel momento più buio della crisi: investire 300 milioni quando i numeri dell’economia erano da brividi sulla schiena. Coraggio a tenere duro quasi vent’anni, a non mollare. Brunelli, come il Conte di Montecristo e la sua catarsi, è questo bellissimo centro commerciale. Sì, un centro commerciale, o no? Durante l’inaugurazione si sono affannati a smentire fosse un centro commerciale, certo che lo è! La domanda è se possiamo ancora chiamarli centri commerciali. Se già non sono, o saranno qualcos’altro, se non c’è già bisogno di un renaming: “Nuove centralità urbane”? Il termine commerciale si perde per unirsi ad altre cose, sempre e comunque al servizio della gente. Torneremo su questo tema, è necessario interrogarsi e cercare di darsi risposte. Il Centro (Arese) è la risposta italiana a Westfield, c’è da esserne orgogliosi. Ma ci sono ancora due piccole battaglie da vincere: riuscire a massimizzare la teatralizzazione del fronte vetrine (una delle specificità differenzianti di Westfield) e portare in modo forte e definitivo il luxury all’interno delle nostre gallerie.

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