Il consumo è una dimensione partecipativa

Da carattere di passività a modello in cui gli utenti diventano protagonisti. Grazie soprattutto alle piattaforme digitali (da Mark Up n. 254)

Il consumo non ha goduto mai di una buona reputazione. In età moderna si è sviluppata la tendenza a pensare  che  il  valore  di  un  prodotto  risieda  esclusivamente nella capacità di soddisfare un bisogno. Nel corso del tempo il consumo è divenuto sempre più comunicazione e immagine e sempre meno funzione e materia, e rispetto al passato i beni hanno assunto una dignità superiore. Come accade spesso, le visioni critiche  sono  state  rapidamente  ribaltate  e,  a  partire  dagli anni Ottanta, si è iniziato a parlare di “consumo produttivo”, la forma archetipale delle odierne culture partecipative. Secondo questa teoria, nata in Francia grazie a Michel De Certeau, i consumatori non possono  essere  considerati  soggetti  passivi,  al  contrario  le pratiche dimostrano che la maggior parte delle forme  di  consumo  sono  anche  modi  di  appropriazione  individuale dei beni.
I prodotti hanno delle destinazioni particolari, ma al momento dell’acquisto il consumatore diviene proprietario non solamente dell’oggetto, ma anche del suo uso. Il consumatore non è quindi alla mercé dei produttori, esso dà vita a una incessante fabbricazione di significati personali legati agli oggetti. I risultati di questo lavorio quotidiano non sono concretamente visibili, si tratta di sperimentazioni di pratiche  alternative  e  marginali,  che  nascono  in  un  ambiente “oscuro” o, per meglio dire, oscurato dall’economia  culturale  dominante,  per  acquisire  lentamente la luce e trovare adesioni. Nelle attuali condizioni tecnologiche l’immagine del consumatore/produttore è divenuta ancora più evidente: le tecnologie digitali hanno ridotto la distanza tra autore e fruitore e hanno posto le basi per il superamento della divisione dicotomica tra produttore e consumatore, attribuendo a tali figure un valore provvisorio. Mentre in passato il modello di consumo ricalcava quello dello spettatore televisivo, oggi il consumatore è, al pari di un utente delle piattaforme digitali, un soggetto che partecipa al ciclo produttivo. Da una dimensione di passività, o presunta tale, si è passati a un modello diverso, in cui gli utenti-consumatori divengono protagonisti nell’ideazione  e  distribuzione  delle  merci.  Il  modello del consumo si è saldato con le piattaforme digitali,  trasformando  tutti  gli  utenti  in  potenziali  produttori di contenuti.

L'intero articolo su Mark Up n. 254

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