Il futuro della sostenibilità al M&R Summit 2020

Il periodo post-emergenziale consegna al mercato imprese e consumatori intenzionati a raggiungere livelli di rispetto sociale e ambientale più elevati

Tutti vogliono fare sostenibilità. Una volontà emersa anche nel corso del Marketing & Retail Summit 2020. Ma non si tratta di una sfida facile. Soprattutto in vista della prossima normalità. E anche questa complessità è emersa nel corso dei vari interventi che hanno caratterizzato i lavori.

 

 

Ne ha sottolineato qualche aspetto Maura Latini, Ad di Coop Italia. Ricordando a tutti che l'attuale tratto di strada -per quanto lo si voglia eludere come tema- è quello della maggiore recessione economica dal Dopoguerra. Che quindi sta incidendo pesantemente sulle famiglie, e non solo in termini di budget. Fra le riflessioni portate sul tavolo da Latini, ha colpito quella sul delivery, o meglio, sul lato in ombra del delivery. A fronte di un cliente che apprezza il fuoricasa @home, ci sono conti economici che non tengono. E non solo per il fatto che il fenomeno ha in pratica minimizzato l'andamento commerciale dei piatti pronti ai banchi gastronomici del retail. Ma per via della logistica umana che accompagna il delivery e lo rende possibile. "Ciascuno di noi, in uno scenario di recessione spinta e di povertà avanzante, potrebbe domani ritrovarsi protagonista di logistica umana". E vedere il delivery dall'altro lato.

Un problema da affrontare nella prossima normalità. E che trova la condivisione di un'altra protagonista del retail e della prossimità in Italia. "Messaggio forte e chiaro di #MauraLatini @Coopitalia che trova la mia piena condivisione, ... finalmente se ne parla" ha twittato in sala Eleonora Graffione, presidente di Coralis.

 

 

Takeaction e incamminarsi verso il futuro

"Il retail non può fare tutto da solo -ha riconosciuto Maura Latini- la collaborazione e il lavoro d'insieme, accompagnato da leggi nazionali e internazionali chiare, è sicuramente fondamentale per essere incisivi. Ma i protagonisti del commercio possono incamminarsi sulla strada giusta. In questo Coop Italia resta convinta che una buona spesa può iniziare a cambiare il mondo". Anche nella prossima normalità.

Il tema è stato ripreso anche da Fausto Caprini, ceo di Retex. Suo il merito di aver richiamato l'attenzione sull'effettiva sostenibilità di determinate promesse, tanto efficaci sia in lockdown che nelle settimane successive. Quanta sostenibilità si può riscontrare dietro il claim "Basta un click" oppure l'altrettanto abusato "Quando vuoi, dove vuoi"? In realtà stressare oltremodo la logistica finisce per portare in gioco un livello di rischio che forse non è da considerare accettabile.

Mariangela Marseglia, country manager Italy and Spain di Amazon, intervistata sul palco dalla direttrice di Mark Up e Gdoweek, Cristina Lazzati, a tal proposito ha ricordato che si tratta di investire. Gli investimenti in logistica effettuati da Amazon, nel passato recente, ma anche oggi e nel futuro prossimo, non sono in linea con i conti economici del momento, ma del mercato che sarà. "La nostra ossessione è la soddisfazione del cliente": ecco perché gli va garantito lo stesso livello di servizio sia al centro che in periferia. E in questo, lavorare in Spagna consente di abbattere notevolmente il time to market, rispetto all'Italia. Per quanto riguarda il delivery il suo giudizio è netto: "Appartiene già al passato. Il futuro è fatto di negozi concentrati di tecnologia, con il riconoscimento personale e l'uscita in assenza di pagamento diretto". Sul versante sostenibilità gli obbiettivi sono altrettanto chiari: "Vogliamo che tutte le nostre operazioni entro il 2040 siano a impatto zero. Ed entro il 2030 vogliamo alimentare tutte le nostre operazioni da fonti rinnovabili, trasformare l'intera flotta in veicoli elettrici". E lancia un appello di condivisione del progetto ad altre realtà imprenditoriali del Paese.

Ma è con To Good To Go che la sostenibilità è diventata un tema ad alta concretezza. Eugenio Sapora, country manager italiano, ne ha spiegato la semplicità: un app per salvare il cibo invenduto, l'ultimo miglio nella lotta contro lo spreco alimentare. Quando cioè tutte le altre leve del retail sono già intervenute, e all'invenduto non resta altro destino che finire nella spazzatura, To Good To Go interviene per far finire queste derrate in una magic box, messa in vendita via app. I ricavi implementano l'ebit del retailer, mentre il consumatore ha la possibilità di comprare alla cieca (senza selezionare il contenuto di giornata). Il sistema, dati alla mano, funziona.

In conclusione resta da citare l'atteggiamento del consumatore. Greta Thunberg e tutte le tematiche ambientali e di responsabilità etica richieste alle imprese sul mercato non sono affatto venute meno nelle settimane dell'emergenza. Appare sempre più probabile che le aziende meno propense a incamminarsi verso una neutralità climatica e sociale (che sia reale e incidente non solo sul business attuale, ma anche sul modo di fare innovazione), verranno estromesse dal mercato per mancanza di competitività.

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