Il Gruppo Nestlé per il Sistema Italia vale lo 0,2% del Pil

3,6 miliardi di euro tra ricadute dirette, indirette e indotte e un forte commitment sulla sostenibilità della plastica nel packaging

Sono interessanti i numeri rilasciati dal Gruppo Nestlé sul valore che la multinazionale ha per il nostro Paese, calcolati da uno studio effettuato in collaborazione con Althesys sulla filiera in Italia: parliamo di 3.649 milioni di euro, pari allo 0,2 del prodotto interno lordo italiano.

 

 

Il valore di Nestlé in Italia
1.081 ricadute indotte
797 ricadute dirette
1.771 ricadute indirette
(milioni di euro)

Un valore condiviso che si esprime nella capacità dell'impresa di creare e distribuire ricchezza, benessere e occupazione, come ha sottolineato Marco Travaglia, il nuovo presidente e Ad Italia e Malta del Gruppo Nestlé (che torna ad avere un Ad italiano dopo più di 20 anni). Ogni euro prodotto dal Gruppo genera 4,5 euro, per ogni dipendente del Gruppo Nestlé si creano 6 posti di lavoro sulla filiera, che può beneficiare di un volume d'affari di 7,5 miliardi di euro.

Nello scorso triennio l'azienda ha investito in Italia oltre 200 milioni di euro con il 74% dei fornitori è italiano. Se si considera la contribuzione fiscale complessiva si arriva a un risultato di 1.481 milioni di euro, circa lo 0,32% del totale entrate fiscali del nostro Paese.

 

 

100% di imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025

nestle pianeta sostenibilità
Marco Travaglia, Ad Nestlé Italia

Forte il commitment della società in fatto di sostenibilità a partire dalla riduzione e gestione più virtuosa della plastica: l'obiettivo è arrivare al 100% degli imballaggi riciclabili o riusabili entro il 2025, e in questo l'Italia gioca un ruolo di primo piano, visto che già oggi tocca il 95%. L'inaugurazione del Nestlé Institute of Packaging Sciences, poi permetterà di fare ricerca mirata e creare soluzioni di imballaggio sostenibile.

Dal punto di vista delle emissioni serra il target zero emissioni è fissato per il 2050, ma negli ultimi 4 anni, si è riscontrata una diminuzione delle emissioni del 40% nei primi 100 centri di distribuzione dell'azienda.

Una strategia distributiva sempre più multicanale

"Oggi pensare di operare solo in pochi canali -ha detto Travaglia- non è possibile: dobbiamo seguire lo shopper per capire dove vuole andare a fare la spesa. Continueremo a dare il nostro forte impulso sui canali tradizionali ma presidieremo l'eCommerce e il direct to consumer, si pensi a Nespresso e a qualche esperimento sul mondo Purina, questo per dare servizi aggiuntivi e avere un rapporto diretto con i nostri consumatori, ma attenti a non essere in conflitto con i nostri canali distributivi tradizionali".

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