Dall’Osservatorio Altagamma 2016 una fotografia sull’andamento del mercato alto di gamma. Ripresa prevista per il 2017

Bellezza, qualità e cultura: sono questi gli asset che confermano il potenziale di crescita del mercato alto di gamma. Nonostante il contesto complesso dove incertezze congiunturali e crisi geopolitiche sembra abbiamo avere la meglio, il mercato totale dei beni di lusso registra una crescita del 4% a cambi costanti attestandosi intorno ai 1.081 miliardi di euro. Questi i numeri presentati oggi durante l’Osservatorio Altagamma 2016, giunto alla sua 15° edizione. Una previsione su tutte: per il 2017 si stima una crescita dei consumi dei beni di lusso per la persona intorno al 3% a tassi costanti. Nello specifico ad avere la meglio saranno abbigliamento e accessori che godranno di una solida crescita dopo due anni di stagnazione così come profumi e cosmetici; leggermente negativo il trend dell’hard luxury, in particolare gli orologi.

 

 

Come ha ricordato il presidente di Fondazione Altagamma, Andrea Illy, nella sua introduzione, la bellezza rappresenta per il nostro Paese il 5% del Pil italiano. È senza dubbio un vantaggio competitivo, una risorsa che si autogenera e rappresenta la soluzione principale per il Belpaese per crescere. Perché questo si avveri, occorre cambiare il modello di business. Ma con quali tempi? Vittorio Ogliengo di Unicredit evidenzia come l’Italia sia caratterizzata dalla lentezza della velocità di uscita dall’incertezza. Un rallentamento dettato anche dalla velocità ridotta dell’export verso la Cina. Ed è proprio con la Cina che l’industria dell’alto di gamma è stata chiamata a fare i conti, in particolare con il calo degli acquisti cinesi che rappresentano da diversi anni la prima nazionalità di consumatori del lusso. A tutto ciò si affiancano altri fattori critici quali, gli attacchi terroristici, che hanno ridotto il flusso di turisti in Europa, e un tasso di cambio meno favorevole all’Euro. Il calo dei turisti, soprattutto cinesi, si evidenzia anche nel rallentamento del mercato europeo del Tax Free Shopping. Pier Francesco Nervini di Global Blue lo conferma: -12% nei primi nove mesi del 2016, un rallentamento riconducibile anche al calo dei turisti cinesi. In particolare le vendite tax free sono diminuite in Italia dell’11%, in Francia -21% e Germania -21%. Controtendenza la Gran Bretagna che mette a segno +9% sul 2015.

Il lusso è bain_lussoaspirazione e per Nerio Alessandri di Technogym è necessario, per stare al passo con i consumatori, creare un brand aspirazionale. Le persone vogliono vivere esperienze e trovarle facilmente attorno a loro. Soddisfare i loro bisogni è essenziale ed occorre essere veloci, anticipatori, trasparenti, etici, in una sola parola disruptive. È il design dell’esperienza la chiave del futuro del nostro Paese. E i numeri lo confermano. L’analisi dei dati afferma, infatti, una chiara tendenza a favore del lusso esperienziale in un contesto di maggiore sofisticazione del consumatore e di nuovi status symbol nell’era dei social media.
Infine da Claudia D’Arpizio di Bain & Company un focus sui canali: la crescita è guidata dall’online (7% del mercato totale), mentre il retail fisico registra una contrazione delle performance organiche e un forte rallentamento dell’espansione di perimetro.

 

 

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