Bernardo Caprotti: lo ricordano così industria e concorrenti

Alcune parole da parte di chi l'ha avuto come competitor e come controparte dell'industria

Molti i commenti sulla scomparsa del fondatore di Esselunga, da parte di clienti e osservatori. Tra questi, riceviamo e pubblichiamo il commento di Luigi Bordoni, presidente di Centromarca“Bernardo Caprotti è stato per l’Industria di Marca un partner formidabile. Serietà e rigore, unite alla capacità di superiori performance, hanno sempre contraddistinto le relazioni della sua azienda con le nostre imprese. Ha saputo esprimere una focalizzazione strategica assoluta su aspetti di primissimo piano dell’attività commerciale, curando nei dettagli l’evoluzione del punto di vendita per garantirne l’attrattività, valorizzando l’offerta con soluzioni innovative e gestendo la logistica secondo criteri avveniristici. Questa impronta imprenditoriale ha fatto di Esselunga il paradigma del rapporto ideale, in cui i partner traggono reciproco vantaggio. Ci auguriamo che relazioni e risultati di questo livello proseguano anche in futuro, coerentemente con una strategia imprenditoriale che ha consentito ad Esselunga di raggiungere il vertice delle classifiche internazionali della produttività. Bernardo Caprotti non è stato solo un grande imprenditore. Aveva una dote culturale fuori dal comune: amava l’arte nelle sue molteplici espressioni, ha mostrato un’attenzione tutta particolare nel sostenere molte attività benefiche di rilevanza sociale. A renderlo unico è stata una personalità poliedrica, capace di coniugare sensibilità umanistica e qualità imprenditoriali con la piena consapevolezza del fondamentale ruolo dell’impresa nella dimensione sociale del Paese”.

 

 

Federdistribuzione ricorda Bernardo Caprotti come un grande imprenditore che ha fatto la storia della distribuzione, dell’economia e della società del nostro Paese e aggiunge: "Inutile dire altro perché per lui parlano i suoi 152 negozi nei quali si declinano senso estetico, efficienza, qualità e servizio rivolti ai clienti".

 

 

Anche Marino Puggina, classe 1920, fondatore di Despar Italia, esprime la propria opinione. "Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Bernardo Caprotti. Era più giovane di me, ma abbiamo percorso insieme lo sviluppo della gdo in Italia sin dai primi anni. È giusto ricordare che il primo supermercato fu aperto a Milano nel 1957 da Rockfeller: all’epoca, Caprotti era uno dei cinque soci della Supermarket Italiani. È stato negli anni Sessanta un avversario temibile ma sempre corretto, estremamente corretto. Ho fondato Despar nel 1959, ma ero già attivo negli alimentari dagli inizi degli anni ’50 e, come Caprotti, ho preso ispirazione dagli americani. Ci siamo sfidati sul territorio: alla fine lui si è radicato a Nord Ovest, in Lombardia per lo più, ed io nelle Tre Venezie anche se poi ci siamo ampliati in tutta Italia grazie alle associazioni di aziende. Con Caprotti ho condiviso la nascita e la trasformazione del mercato della grande distribuzione nel nostro Paese, le battaglie con le Coop, le difficoltà con la politica e, come lui, non ho mai ceduto alle lusinghe di facili percorsi. La mia stima per Caprotti è profonda e sincera: con lui se ne va anche una parte importante della storia imprenditoriale italiana e ne sono molto dispiaciuto. Alla sua famiglia vanno le mie condoglianze con un invito: fate in modo che Esselunga rimanga italiana!

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