Il salto evolutivo digitale per i retailer nel post Covid

Da boom dell'online nel lockdown alla nuova fase in cui l'omnicanalità diventa requisito fondamentale per qualsiasi punto di vendita fisco

Da boom dell'online nel lockdown alla nuova fase in cui l'omnicanalità diventa requisito fondamentale per qualsiasi punto di vendita fisco

Durante il Think Digital Summit di Ibm focus anche sulla crescita dell'eCommerce e di come la pandemia abbia accelerato la trasformazione digitale dei retailer. In un intervento nella sessione plenaria, ripreso nel video #markuptalk, Cristina Lazzati, direttrice di Gdoweek e Mark Up e Massimiliano Rossi, direttore commerciale area Grocery PAC2000A e membro direttivo Conad, hanno parlato di come è cambiato il mondo del retail e quali sono le sfide da affrontare nel post.

 

 

Trend e metafore per spiegare il boom dell'eCommerce

Tra i trend emergenti del periodo di lockdown e delle prime riaperture, nel mondo retail "si è assistito a una crescita di discount e negozi di vicinato -dice Cristina Lazzati-, mentre soffrono ipermercati e centri commerciali. Grande ritorno in cucina anche per il nuovo modo di lavorare con la diffusone dello smartworking. Le misure di distanziamento sociale hanno poi penalizzato nelle riaperture i consumi fuori casa, nel non food riprende bene il fast fashion".

 

 

Usa invece una metafora automobilistica Massimiliano Rossi per spiegare il momento che sta vivendo la gdo online: "Ci siamo trovati catapultati in un circuito di Formula 1, con auto non adeguate alla competizione e purtroppo hanno fuso tutte. Ma il tema vero ora è il viaggio: dobbiamo avere auto che abbiano servizi a bordo che diano comfort, con l'infotainment personalizzato sugli interessi e gusti dei clienti. Un'automobile che abbia la guida autonoma".

"Il brick&mortar infine -continua Rossi- ha una straordinaria capillarità e il contatto diretto con il cliente che possiamo applicare all'esperienza digitale, cosa che i pure player digitali non hanno -almeno per ora- in Italia".

Tra social e tradizione, l'importanza dei touch point tra le generazioni

Ma l'omnicanalità richiede un salto evolutivo. I retailer devono valorizzare i propri punti di forza, attraverso i negozi fisici e conoscenza del cliente. Uno store senza omnicanalità non sarà più adeguato.

Ma quali saranno le modalità di acquisto future e quali tipologie di clienti guideranno questo cambiamento. "Ci sarà una presa di potere dei Centennials -continua Cristina Lazzati- e il loro rapporto fluido sui social network, non è un caso che Facebook e Instagram abbiano lanciato la possibilità di fare acquisti direttamente nella piattaforma social". L'insegna e il brand devono essere pronti dunque a dare una risposta. Allo store online si deve affiancare la comunicazione sui social network, per avvicinare i Centennials, come alcuni grossi nomi stanno già facendo in Cina.

Ma tra le nuove leve dello shopping online ci sono anche le generazioni più mature che hanno ritrovato in periodo di lockdown un mezzo quasi dimenticati, come il telefono, per continuare a mantenere una fedeltà con lo store.

Analizzare i dati per avere una leva strategica nel business

Infine il dato sarà fondamentale, per generare un'esperienza utile e personalizzata. "Dovremo essere bravi a prendere ciò che ci serve -conclude Rossi-, perché  di dati ce ne sono troppi, anche le oltre capacità di lettura. L'omnicanalità diventa un'àncora per lo store fisico, che non sarà più adeguato senza di essa. Come ci può abilitare Ibm in questo? In Conad utilizziamo già l'analisi di scontrini e scenario di mercato e c'è una collaborazione continuativa sulle tematiche della pricing optimization. La tecnologia è abilitante per il nostro core business e otteniamo competitività e profittabilità con un supporto strategico".

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