Il terziario italiano è donna: i numeri dell’imprenditoria femminile

Le imprese femminili del settore aumentano e resistono meglio alla crisi, con supporto anche delle donne straniere. Il quadro tracciato da Confcommercio.

Donne motore della ripresa. Non è solo il titolo dell’ultima edizione del Forum di Terziario Donna Confcommercio, ma è anche quello che i numeri sull’imprenditoria femminile italiana suggeriscono e invitano a riconoscere (ricerca Censis).

Nell’arco degli ultimi 5 anni l’incidenza delle imprenditrici donne sul totale è passata dal 29,9% al 30,3%. Il terziario è il primo terreno fertile ed occupa il 69,3% di tutte le “attività rosa”, a fronte del 54,5% di quelle a conduzione maschile. La presenza delle donne è preponderante soprattutto nel sistema servizi, con preferenza in particolare per media e sanità/assistenza sociale.
donne terziario
Questo aumento di femminilizzazione nel settore va almeno in parte ricondotto a una migliore capacità di risposta alla crisi rispetto all’imprenditoria maschile. Le imprenditrici hanno infatti mostrato più resistenza degli uomini alla contrazione della base imprenditoriale, registrando un numero inferiore di perdite sia in termini assoluti (-69.000 imprenditrici tra il 2010 e il 2015) che relativi (-5,1%).

L’analisi territoriale evidenzia poi una situazione omogenea, con l’incidenza delle imprese femminili sul totale che si attesta all’interno di un campo di variazione minimo: dal 29,5% del Nord-Est al 31,3% del Centro Italia. Da non sottovalutare infine il contributo delle imprenditrici straniere, che rappresentano il 9,6% del totale con incidenza maggiore delle cinesi (20,3%).

Nel complesso, comunque, per le donne parliamo di una rappresentanza pari a un terzo del mondo imprenditoriale. Un dato ancora contenuto se consideriamo, ad esempio, che in Italia ci sono più laureate che laureati.

La strada da percorrere per favorire e cogliere tutto il potenziale dell’imprenditoria femminile come promotrice del miglioramento economico (ma anche sociale) del nostro Paese è ancora lunga. I passi avanti compiuti negli ultimi anni suggeriscono tuttavia che un cambiamento è in atto, aprendo a un’ulteriore e necessaria spinta in questa direzione.

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