Il valore d’impresa passa per la sostenibilità della filiera

Non si tratta solo di un necessario controllo per la messa in sicurezza della reputation, ma di un vero e proprio asset strategico per le imprese. Questo è la sostenibilità lungo la catena di fornitura, un valore che esprime il proprio potenziale in verticale e che oggi si incorpora nello stesso brand. Non a caso il 44% dei consumatori italiani si dichiara disposto a pagare un prezzo premium per l’acquisto di prodotti e servizi di aziende con programmi di responsabilità sociale.

Ima, Granarolo, Lavazza e Coop sono casi emblematici in tal senso, come evidenzia la ricerca di Impronta Etica in presentazione il 25 settembre al Coop Forum di Expo 2015. Si tratta di aziende che hanno dimostrato come l’investimento in un nuovo modello relazionale con le rispettive filiere coincida a tutti gli effetti con un ritorno in competitività.

Nuove direzioni di crescita per uno sviluppo consapevole: dalla creazione di un distretto attorno all’impresa con l’acquisto di partecipazioni di minoranza nelle società dei fornitori-chiave (Ima), arrivando alla tracciabilità della catena grazie a un sistema di telecontrollo delle stalle dei soci che conferiscono il latte (Granarolo). Esempi che, stando alle statistiche, il 66% delle aziende promette di seguire nei prossimi tre anni.

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