InFarmacia: migliorare l’imprenditorialità del farmacista

Per stare al passo con il mercato distributivo, serve non solo essere validi professionisti, ma anche saperlo comunicare al cliente, attraverso strumenti di marketing adeguati.

La trasformazione della farmacia passa anche dall’evoluzione del farmacista, una figura che sempre più deve saper coniugare alla professionalità nel proprio settore, anche le competenze in ambito comunicativo e di marketing. Ne è convinto Enrico Bruschi, responsabile progetto Carta fedeltà del Consorzio InFarmacia, che riunisce circa 200 farmacie, concentrate soprattutto in Emilia Romagna:

 

 

“Grazie alla nostra fidelity card il farmacista può relazionarsi con il proprio cliente sia attraverso attività promozionali mirate sia tramite comunicazioni istituzionali, come la campagna sul cuore piuttosto che sugli

Un’informazione che, grazie alla digitalizzazione, può essere veicolata anche tramite mobile app su smartphone e tablet: “Sono convinto che nel prossimo futuro, superate le attuali restrizioni italiane sulla privacy, sarà possibile prenotare anche una serie di prestazioni da applicazione in mobilità, come per esempio l’elettrocardiogramma”.

 

 

L’introduzione di un loyalty system sta certamente aiutando il sell out della rete InFarmacia: “Il primo dato significativo è che la carta fedeltà ha consentito l’aumento della frequenza media di visita: se il cliente tipo entra 5 volte in store, quello con card vi si reca 6 volte. E la frequenza è un dato ancora più importante del valore del singolo scontrino, che comunque è incrementato a 2 cifre per i clienti possessori di carta”.

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