International Retail: le opportunità in Italia dal Mapic Food&Beverage

L'Italia è un "destination country" di primo livello per i network retail internazionali. L'esperienza di brand affermati raccontati nel convegno organizzato da Mark Up "Italia, nuova frontiera per i retailer internazionali" al Mapic Italy

Internazionalizzare sì ma prevalentemente utilizzando i centri commerciali. Questo è l’orientamento emerso al Mapic Retail & Food di Milano. L’Italia come Paese di destinazione è nel mirino di diversi player internazionali. Se ne è discusso con Hervé Montaner direttore europeo per lo sviluppo di Sephora, Francesco Zhou, general manager di Xiaomi Mi Store Italia, Alain Houli, responsabile sviluppo Italia di Habitat e Roberto Bonati, ceo & chairman di Bonati & Partners.

Habitat è tornato in grande stile in Italia a Milano nello shopping district di City Life. Per il retailer francese, presente in 23 Paesi con 100 negozi, l'Italia è un'opportunità. L'investimento concettuale nel flagship di Milano è un preludio agli obiettivi di crescita. Oltre alla presenza nei centri commerciali, sono previsti anche negozi più piccoli nei centri città, in funzione degli risultati. Per Habitat il punto critico è la dimensione dei negozi che dai 2.500 mq dei campioni francesi è scesa a 800 mq al massimo in Italia. Una superficie che nei centri commerciali non è facilmente recuperabile. Per Habitat lo strumento del web è importante e ha consentito di ridurre le dimensioni dei negozi. Lo shopping online di Habitat ha raggiunto il 10% del giro di affari globale del brand.
Non inferiore l'interesse per Sephora per i centri commerciali che attraverso i suoi diversi brand ha un piano di consolidamento. Le location naturali di sviluppo rimangono i centri commerciali dove tradizionalmente il brand francese genera i risultati più significativi. Nondimeno ha assunto particolare interesse l’omnicanalità, anche se occorre sottolineare come nel settore della cosmetica, il negozio fisico rimane centrale per provare i prodotti.
Xiaomi, il noto produttore di smartphone cinese, dopo aver scalato le classifiche di vendita in Cina, punta all'espansione in Europa e in particolare in Italia. Nata nel 2010, il brand cinese ha registrato un fatturato consolidato di 100 miliardi di dollari ed opera nella domotica, nello IoT e in tutti i device connessi. La caratteristica peculiare è il rapporto qualità prezzo vantaggioso. Con oltre 1.000 negozi nel mondo, Xiaomi punta a diventare uno dei primi player tecnologici globali. Per Xiaomi il centro commerciale rappresenta una destinazione consolidata e i primi 10 negozi apriranno in questo contesto. Si tratta di una scelta "sicura" per il costruttore cinese, le cui performance sono riscontrate in tutti i Paesi in cui è presente.
Per Roberto Bonati di Bonati & Partners, lo sviluppo internazionale del retailing in Italia presente grandi opportunità. L’esperienza conseguita con il network di Tally Weijl che oggi conta 220 negozi, è partito per scommessa, con l'obiettivo di contrastare i network globali del fast fashion. Oggi lo sviluppo del network è terminato ed è consolidato. Il modello commerciale prevede la fornitura della merce in conto vendita con minimo garantito attraverso l'affiliazione. Per il brand l’eCommerce non è importante ma la presenza su internet dell’assortimento è un asset. L’obiettivo è rendere l’experience in negozio memorabile. L'ingresso nei centri storici nelle grandi città è subordinato al livello degli affitti esploso a Milano e Roma, le uniche due città, secondo Bonati & Partner, che catalizzano il commercio. Tuttavia è sbagliato trascurare la provincia che, se conosciuta, può dare ritorni economici importanti.

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