Italia primo Paese europeo per produzione farmaceutica conto terzi

La ricerca Symbola – Farmindustria fa il punto sul terzismo made in Italy: un comparto da 47 mld di euro, di cui la filiera del pharma rappresenta il 3%

Un quarto dell’intera manifattura italiana lavora anche conto terzi. Si tratta di 108.000 imprese della manifattura (il 27% del totale) che hanno prodotto almeno una volta conto terzi (ultimi dati disponibili, 2016), per un fatturato relativo a questi prodotti pari a 56 miliardi di euro: il 6,3% del fatturato totale della manifattura. L’Italia, in particolare, è il primo Paese europeo per produzione farmaceutica conto terzi. A darne segnalazione, la recente analisi SymbolaFarmindustria sul terzismo made in Italy, che analizza cinque filiere chiave: abbigliamento, agroalimentare, arredo, automotive, farmaceutica.

 

 

Nel pharma, la quota di fatturato conto terzi sul totale del fatturato delle aziende è del 6,4%; mentre il peso della filiera sul totale del fatturato italiano conto terzi è del 2,9%. La maggioranza dei contoterzisti del segmento è costituito da imprese con oltre 250 addetti, mentre nel resto del manifatturiero predominano piccole e medie imprese, sotto i 50 addetti.

Symbola e Farmindustria si sono concentrate principalmente sull’esame delle compagnie per le quali il fatturato conto terzi è maggiore del 50% del fatturato totale (in cui, cioè, il conto terzi è prevalente). In questo specifico perimetro rientrano 69.000 imprese, il 64% del totale dei terzisti, 455.000 addetti e un fatturato conto terzi pari a 47 miliardi di euro.
L’industria farmaceutica stanzia il 4% del proprio giro d’affari in macchinari ed impianti; investe inoltre 413 euro l’anno in formazione per ogni addetto. Fra i settori presi in esame dalla ricerca, è senz’altro quello che più punta sulla formazione dei dipendenti: nella meccanica, per esempio, non si superano i 270 euro, l’alimentare si ferma a 78 euro mentre l’arredamento è attorno ai 40 euro.

 

 

Un altro primato del contoterzismo farmaceutico è nell’export: con un 68% di esportazioni, il comparto è nettamente il primo fra quelli considerati. La meccanica (che si piazza al secondo posto) si attesta attorno al 17,5%, mentre l’arredamento, in terza posizione, è al 15%.

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