Johnny Take Uè porta la pizza napoletana a Monza

La catena napoletana (pizzerie e cucina partenopea) Johnny Take Uè apre il 10° locale a Monza, in via S. Gerardo. Fra i tratti distintivi, il forno rivestito di tappi di ferro colorati

A dispetto del nome un po’ scherzoso (Johnny Take Uè, gioco di parole tra la preposizione inglese “away” di takeaway e la sua non vaga assonanza con il monosillabo "uè" in uso a Napoli), questa catena di ristoranti-pizzerie si distingue per una tipica (anche nei prodotti) proposta di cucina partenopea, a partire, naturalmente, dalla pizza. Il rapporto qualità/prezzo (le pizze vanno da 5 a 9 euro) ci sembra accettabile soprattutto per una città come Milano.

L'ingresso del nuovo locale aperto a Monza, in un edificio storico

Giovanni Khan Della Corte (nome importante, da docente di lettere classiche), uno dei soci della catena, è nato a Mergellina, ai piedi del Vesuvio, ed è famoso nella ristorazione per aver brevettato il forno a legna su Apecar con il quale sforna 1.200 pizze a portafoglio (come nella più genuina tradizione napoletana) al giorno.

Ma con l’apertura dei primi due locali a Milano (viali Regina Margherita e Bligny, zone V Giornate/Bocconi) ha lasciato l’Apecar per sterzare sul più tradizionale “store fisico” come si usa dire oggi fra gli specialisti del retail.

Il Patron di Johnny Take Uè (insieme a Dario Oppressore e Salvatore Trinchillo), è anche l’inventore della beerETTA, speciale bicicletta in grado di spillare birra grazie al movimento dei pedali.

Johnny Take Uè ha inaugurato da poco una nuova pizzeria a Monza, in via San Gerardo 1, in un palazzo d’epoca: aperta tutti i giorni dalle ore 12 alle 15 e dalle 19 alle 23, con prolungamento a mezzanotte di venerdì e sabato.

il Forno con tappi tipico di Johnny Take Uè

L’elemento distintivo (iconico, come va di moda dire oggi) di questa catena è il forno rivestito con tappi di bottiglie di ferro colorati: un’idea dell’artista Luigi Masecchia di “Ttappost”, progetto artistico-socio-ecologico, che coinvolge ragazzi diversamente abili o appartenenti a categorie svantaggiate che si occupano della selezione e trasformazione dei tappi.

Altrettanto distintiva l’idea del rivestimento del soffitto composto da pagine di vecchi giornali, una delle cifre dell’arredamento di questi locali, che propone un mix tra vintage e contemporaneo per creare comunque atmosfere famigliari e calde.

Agli 80 posti della sala interna (con le ceramiche di Vietri che donano lucentezza all’ambiente) si aggiungono le 40 sedute esterne, nel giardino che ospita un orto nel quale vengono coltivati gli ingredienti utilizzati poi nelle pizze, come basilico e pomodori.

Dopo i due punti vendita di Milano (Regina Margherita e Bligny), i locali di Napoli, Sarnico-Bergamo, Perugia, L’Aquila, Foligno e Rende in Italia, e il ristorante aperto a Londra, quartiere Shoreditch, Johnny Take Uè vuole portare la cucina partenopea in Europa (ma anche nei paesi arabi: prossimo sbarco Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti) dove certamente saranno gradite la qualità e la tipicità dei prodotti tipici campani come la pasta di Gragnano Igp trafilata a bronzo, o la mozzarella e il pomodoro San Marzano.

 

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