Mapic 2016, Kiabi cerca uno sviluppo qualitativo nelle giuste location

Massimo Pozzi, direttore sviluppo di Kiabi Italia, spiega a Mark Up, le strategie commerciali nel nostro paese. I centri commerciali rappresentano la location privilegiata, nel breve e medio termine, nell'espansione della rete

Mark Up ha incontrato, al Mapic 2016, Massimo Pozzi, direttore sviluppo di Kiabi, uno dei retailer protagonisti di questa edizione di Mapic, un'insegna che si sta sviluppando in Italia.
L'intervista che qui proponiamo è stata raccolta da Cristina Lazzati, direttore di Mark Up e Gdoweek, che ha incontrato Pozzi a Cannes.

Quanti punti di vendita avete oggi in Italia?
Attualmente 4 punti di vendita con il nuovo format +2 negozi rinnovati secondo il nuovo stile free. La nostra strategia di sviluppo non prevede aperture a pioggia: non vogliamo banalizzare l'offerta, ma rappresentare un punto di vendita esclusivo per la famiglia, con una formula di servizio percepita esattamente nei termini in cui la vogliamo presentare.

Quali sono le dimensioni medie del vostro format?
Per poter dare un'offerta rappresentativa o completo del nostro potenziale abbiamo bisogno di superfici minime che oscillano tra 1.500 e 2.000 mq netti.

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Quali sono le vostre location preferite? Centro commerciale o centro città?
I centri commerciali sicuramente sono il nostro obiettivo immediato. Il centro città non rientra negli obiettivi di breve termine. Stiamo privilegiando i grandi centri, abbiamo aperto innanzitutto ad Arese ne IlCentro, poi a Marcianise nel Centro Campania il primo Kiabi a sud di Roma, e sta funzionando benissimo, poi abbiamo riaperto nel rinnovato centro Auchan di Bussolengo, a Parco Dora a Torino:
Abbiamo ancora dei buchi nel centro-nord, ma i buoni risultati di Marcianise ci invogliano a proseguire nello sviluppo nelle Isole e nelle principali aree metropolitane del Sud, come Catania, Palermo, e Cagliari per la Sardegna.

Avete un flagship store?
No, non ancora. Neanche a Parigi, e il flagship nel centro città non rientra nelle strategie di sviluppo immediate.

Che cosa chiede a un centro commerciale?
i centri commerciali devono specializzarsi, oggi la vera competizione è tra shopping centre, non tra i punti di vendita della galleria. Per noi è essenziale la disponibilità a inserire un negozio che abbia la famiglia come punto di riferimento, superficie minima che ci consenta di esercitare l'offerta, al momento non sono previsti spin off.

Nei vostri negozi c'è molta tecnologia, siete molto orientati al multicanale. Che cosa chietedete a un centro commerciale da questo punto di vista?
Stiamo collaborando, il nostro tentativo è semplificare la tecnologia, non farla diventare un problema per chi non è nato digitale. Lavoriamo molto sulla crosscanalità, il nostro sito aiuta molto a intercettare quei clineti che acquistavano solo sul web.
I centri commerciali tendono ad avere un po' di paura del web perché ritengono eCommerce e il digital in generale alternativi allo shopping tradizionale.

 

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