La cultura aziendale come driver di crescita

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n. 286)

I brand sono business asset quando sono in grado di creare e alimentare interazioni rilevanti tra le aziende e le persone. Non solo clienti o consumatori, ma prima di tutto i dipendenti dell’azienda. Solo se la visione, il purpose e i valori che il brand rappresenta sono condivisi all’interno, i dipendenti diventano una forza promotrice della cultura aziendale, all’interno e all’esterno dell’organizzazione. La correlazione tra fidelizzazione del cliente e coinvolgimento dei dipendenti è stata concettualizzata più di venti anni fa da Harvard Business School con il framework della Service Profit Chain, ma solo recentemente si è compresa la necessità di creare programmi per la diffusione del purpose e del sistema di valori del brand all’interno delle organizzazioni. Il brand assume il ruolo di baricentro della cultura aziendale e costituisce un filtro attraverso cui coinvolgere il talento all’interno delle organizzazioni. I programmi di brand engagement sui dipendenti e di employer branding sui talenti, assumono valore strategico per le organizzazioni in molteplici settori, rappresentando la chiave per una crescita sostenibile nel tempo.
Nel retail dove i brand sono chiamati a dar vita a un ricco programma di “micro-esperienze” per i clienti, l’entusiasmo e il coinvolgimento dei dipendenti può essere il fattore discriminante per rimanere rilevanti e creare valore. In altri settori ci sono brand come Patagonia o Google che hanno fatto dei loro purpose il centro delle rispettive culture aziendali e il successo dei loro business. Se il legame tra cultura aziendale e creazione di valore è ormai evidente, i programmi di branding saranno sempre più strategici.

 

 

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