Mocci (Amazon Prime Now): “La nostra missione non è sorprendere ma soddisfare”

Amazon Prime Now si fa strada in Italia, apre a Torino e raddoppia a Roma. Come? Ce lo racconta il General Manager International Carlo Mocci (da Mark Up n. 284)

Incontriamo Carlo Mocci, General Manager International - Amazon Fresh and Prime Now in occasione dell’apertura romana del negozio Prime Now, che integra così il servizio lanciato un anno fa in collaborazione con Pam Panorama.

 

 

Che cosa avete imparato sull’Italia e gli italiani in questi anni con Prime Now?

Il principale insegnamento è che il primo bisogno dei consumatori italiani è avere la spesa alimentare con consegna ultrarapida. In origine, Prime Now è stato lanciato come servizio di consegna ultrarapida abbastanza generalista.

 

 

Milano è una delle città che ha dimostrato come questo servizio funzioni in maniera particolarmente positiva per la spesa.

Poi ci sono anche esigenze per prodotti non alimentari, però è la spesa il cuore che sta diventando sempre di più la missione del servizio. Questo ha anche guidato la scelta dei partner distributivi con cui lavoriamo.

La collaborazione con Pam funziona?

Siamo piuttosto soddisfatti e, infatti, abbiamo esteso la partnership anche a Torino. Inoltre, a Roma, qualche settimana fa, abbiamo ampliato con Pam la copertura sulla città: oggi, infatti, operiamo con due negozi a Roma Pam Panorama e quello Amazon.

La nostra missione non è sorprendere il cliente, ma soddisfare un bisogno quotidiano.

Come selezionate le catene con cui lavorate?

La prima principale caratteristica è che abbiano una rilevanza dove operano. Siamo interessati a fare partnership con attori che, in una determinata piazza, abbiano gli assortimenti giusti, prezzi ragionevoli e un livello di eccellenza operativa che consenta di offrire un servizio che vada a soddisfare i consumatori e non a creare reclami e insoddisfazioni nel momento della verità, cioè quando la spesa arriva al piano.

Per quanto riguarda, invece, la parte tecnica, abbiamo un modello piuttosto semplice che ci permette di lanciare dei negozi rapidamente e quindi i requisiti non sono necessariamente hi-tech per i nostri partner.

Come va con i fornitori italiani?

Siamo ancora in una fase iniziale, ma ci stanno dando buona soddisfazione. Partendo dall’eccellenza agroalimentare italiana, abbiamo lanciato a Milano, qualche mese fa, un programma indirizzato a offrire accesso e visibilità a startup e piccoli produttori; parliamo quindi di aziende con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro e determinate caratteristiche, per esempio una vita inferiore ai 5 anni e avere come missione quella di produrre prodotti tipicamente italiani.

Il programma dà a queste piccole aziende l’accesso al nostro assortimento e la possibilità di raggiungere clienti Prime Now a Milano. Lo stesso abbiamo fatto a Roma.

Li porterete anche all’estero?

Intanto li portiamo in Italia: ad esempio, nel negozio Amazon di Roma offriamo una ricca selezione di prodotti Il Viaggiator Goloso (Unes), un brand, per ora, non conosciuto a Roma.

È un’operazione che stiamo estendendo con l’obiettivo di portare prodotti locali o di retailer locali in altre città.

Parlando di internazionale ... è sicuramente un’area di sviluppo. Non nascondo che, in particolare, per quanto riguarda l’alimentare, la più grande complicazione, al di là della logistica, è il packaging. Le barriere tecniche e regolamentari si possono anche superare, ma è un lavoro che richiede tempo e impegno, per cui lo stiamo facendo con determinate marche e alcuni distributori.

Parliamo di tasse ...

Da maggio 2015, Amazon ha costituito la succursale italiana di Amazon EU Sarl che registra tutti i ricavi, le spese, i profitti e le imposte dovute in Italia per le vendite al dettaglio.

Questo significa che ogni vendita al dettaglio effettuata su Amazon.it viene registrata in Italia.

Collaboriamo inoltre con aziende Italiane come PAM Panorama o U2 Supermercato che altrettanto registrano tutti i ricavi, le spese, i profitti e le imposte dovute in Italia per le vendite al dettaglio.

Avete annunciato un programma per la mobilità sostenibile: The Climate Pledge, riguarderà anche l’Italia?

Si tratta di un investimento importante che riguarda anche flotte di veicoli elettrici: si tratta di 100 mila veicoli che saranno via via aggiunti alle nostre flotte a partire dal 2021. È un impegno globale che si applica a tutti i Paesi in cui siamo presenti, l’Italia inclusa.

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