La sostenibilità si fa spazio in etichetta e nel carello

Il 22% degli oltre 120 mila prodotti rilevati da GS1 Italy nella nona edizione dello studio riporta in etichetta un claim legato alla sostenibilità

La sostenibilità, con tutte le sue numerose declinazioni e varianti sul tema, più o meno veritiere o aleatorie, continua la propria ascesa. Una tendenza che trova riscontro anche sulle etichette dei prodotti, come conferma la nona edizione dell’Osservatorio Immagino, il monitoraggio semestrale realizzato da GS1 Italy.

L'indagine ha coinvolto un totale di oltre 120mila prodotti che hanno sviluppato quasi 39 miliardi di euro di vendite. Parliamo di un paniere che rappresenta l’82,6% del sell-out realizzato nel 2020 dai canali ipermercati e supermercati nel mercato totale del largo consumo in Italia.

Di questo insieme, un 22% riporta in etichetta un claim legato alla sostenibilità, per un giro d’affari che supera i 10 miliardi di euro e che, in un anno, è cresciuto del +7,6%. Un aumento in linea anche con la maggiore presenza di referenze di questo tipo, che mettono a segno un +26mila.

I 24 claim green maggiormente utilizzati in etichetta sono, in particolare, riconducibili a quattro aree tematiche, ovvero: management sostenibile delle risorse, agricoltura e allevamento sostenibili, responsabilità sociale e infine rispetto degli animali.

Da notare, dunque, che qui si sta certificando l'ascesa delle varianti della sostenibilità lato comunicazione via packaging. Quanti di questi claim si leghino ad azioni concrete sul fronte produttivo è ancora tutto da rilevare. Certamente, uno dei "cavalli di battaglia" è proprio la riciclabilità stessa delle confezioni, indicata sul 30,1% dei prodotti monitorati (+3% rispetto a giugno 2020) e, come tale, sempre meno valore aggiunto e sempre più "must to have" dato per scontato dal consumatore.

 

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