Un'indagine di Ipsos ha identificato alcune tendenze in merito all'uso dei social media da parte degli italiani tra i 16 e i 54 anni, con le dovute differenze

Come evolve l'utilizzo dei social media in Italia? In attesa della presentazione della seconda ricerca dell'Osservatorio Influencer Marketing, Ipsos ha intervistato un campione di 1000 utenti social tra i 16 e i 54 anni, identificando alcune macro-tendenze in proposito.

 

 

Generazione Z: non avrai altro device all'infuori dello smartphone
Il device elettivo di accesso ai social network è lo smartphone secondo quanto dichiarato da oltre l’80% degli intervistati, (una percentuale analoga è registrata tra i Followers di influencers). L’accesso è quasi esclusivamente da smartphone per la generazione Z (94%), con un rilievo marginale dell’accesso da computer (6%), mentre per i più maturi la fruizione tramite computer ha ancora una certa consistenza (24% dei 45-54enni accede da computer, contro il 71% da smartphone, il resto usa il tablet).

Un utilizzo diffuso e in modalità multi-tasking
Tipicamente quando si è casa, ma anche durante le attese (dal medico, negli uffici pubblici ecc.), la mattina appena svegli e la sera prima di andare a dormire. Interessante notare che i followers degli influencer dichiarano una frequenza d’utilizzo più alta rispetto al campione generale in numerose occasioni. Occasioni di utilizzo specifiche connotano naturalmente in modo distintivo la generazione Z rispetto alle altre (mezzi di trasporto, scuola, prima di andare a dormire).

L’utilizzo dei social avviene generalmente in modalità multi-tasking, ovvero in abbinamento ad altre attività media & entertainment, principalmente insieme alla fruizione di contenuti tv, alla navigazione online e all’ascolto di radio/musica. Questo comportamento, ampiamente diffuso presso gli utenti online, si accentua in modo particolare presso i followers di influencer e, in termini di target demografici, tra gli utenti della generazione Z. Un dato che riconferma ancora una volta al marketing quanto per catturare un'attenzione sempre più bassa e sporadica dei giovani servano linguaggi, stili e format ad hoc.

Le 4 attività più diffuse nell'universo social
Le attività svolte sui social network rientrano in quattro categorie principali: tenersi in contatto con amici e parenti, aggiornarsi sull’attualità, condividere contenuti e commentare. È interessante notare che, se fra gli utenti online il 65% si dichiara fruitore “attivo”, cioè svolge almeno una di queste attività (posta pensieri, immagini, video auto-prodotti, commenta o condivide contenuti postati da altri, siano essi amici o celebrity e influencer), tale percentuale cresce, significativamente, al 71% tra i followers di influencer. È anche interessante notare, in termini di target demografici, che i millennials sono i più attivi, seguiti dai più adulti, mentre la generazione Z risulta, sia pure con uno scostamento contenuto, la meno attiva.

Quale social network?
Il social network più diffuso, sia tra gli utenti internet in generale, sia tra i follower di influencers, è ancora Facebook, seguito da Instagram. Tuttavia per la generazione Z, come ormai noto, Instagram ha raggiunto gli stessi livelli di utilizzo di Facebook. Se si parla di social network preferito le fasce di età più adulte conservano ancora un posto privilegiato per Facebook (è il preferito per il 72% dei 45-54enni e il 63% dei 35-44enni), e lo stesso può ancora dirsi per i millennial, sia pure su livelli più contenuti (Facebook è il preferito per il 52%). La generazione Z elegge invece chiaramente Instagram come “social del cuore” (66% dei 16-24enni).

La ‘Stories-ficazione’ della comunicazione
Le Instagram Stories hanno ormai conquistato la maggioranza degli utenti online (sono seguite dal 57%), in modo più accentuato presso l’audience femminile (64%). Ancora una volta, la loro diffusione è più accentuata tra i followers di influencer, tra i quali la percentuale di chi segue le Instagram Stories sale al 69%. Le Instagram Stories rappresentano un vero e proprio appuntamento per la generazione Z (l’87% dichiara di seguirle), ma hanno grande successo anche tra i millennial (63%), mentre solo la metà dei 35-44enni e il 40% dei 45-54enni dichiara di seguirle.

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