La vivacità del sistema Italia si misura sul valore dei brand

Made in Italy è sinonimo di Fashion, Food e Furniture. Ma quali sono le imprese più virtuose che si sono distinte nelle tre F? A decretarlo è una survey promossa da Legalcommunity condotta su oltre 1.100 aziende con un fatturato tra 30 e 300 milioni di euro e i cui brand hanno un ruolo prioritario. Sotto la lente vi sono, dunque, eccellenza economica (redditività) e marketing (branding) per un risultato che distingue 50 Pmi che, nell’insieme, raggiungono un fatturato pari a 5,1 miliardi di euro e un valore delle marche che si attesta a 1,9 miliardi di euro. Facciamo i nomi? Campioni di performance sono Furla, Moleskine e Baldinini per il mondo fashion, Divella per il comparto food e Flexform per l’universo forniture. Sono queste le imprese che, con il loro portafoglio brand, testimoniano la vivacità del sistema Italia. “Valorizzare il brand e il patrimonio immateriale significa attivare un processo di identificazione, misurazione e comunicazione attraverso il quale i portatori di interesse-clienti, canali, istituzioni finanziarie, comunità business, fornitori, partner- possano apprezzare come questi beni intangibili siano generati e radicati nell’impresa, incorporati nei suoi prodotti-servizi e concorrano alla creazione di valore”, commenta Aldo Scaringella, fondatore di Legalcommunity. Proprio quel valore di cui le aziende italiane tanto profumano, ma che non viene ancora totalmente valorizzato a causa di un tessuto ancora troppo familiare.

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I punti di vendita sono luoghi e strumenti di comunicazione: dai layout al visual merchandising fino all’attività di store design, tutto questo è experience. La mia experience sta nella loro lettura. I social sono il mio non-luogo preferito.

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