L’agroalimentare vuol coltivare di più la formazione

di Alessandro Battaglia Parodi

 

 

La formazione continua nel settore agroalimentare sarebbe in grado, per il 26% degli intervistati di aumentare la produttività tra il 10 e il 20%. Secondo un sondaggio realizzato da FondItalia, il Fondo Paritetico per la Formazione Continua, la quasi totalità degli intervistati del comparto agroalimentare ritiene che l'aggiornamento tecnico e l'incremento delle competenze specifiche possono fare la differenza nello sviluppo delle imprese di settore sui mercati nazionali e internazionali.

  • Per il 61% degli intervistati la formazione continua rappresenta la leva per lo sviluppo e l'internazionalizzazione,
  • il 75% vede nell'Expo una preziosa opportunità per il rilancio economico
  • il 55% ritiene che il peso del comparto agroalimentare sia pari a un terzo del complessivo scenario produttivo italiano
  • il 57% di essi concorda nel dichiarare che si tratta di un settore in pieno sviluppo o che abbia ancora possibilità di crescita.

Intanto numerosi report evidenziano i buoni risultati del settore agroalimentare italiano in questo scorcio d’anno. Il più recente è quello confezionato da AgrOsserva, l'Osservatorio istituito da Ismea e Unioncamere. Nel primo trimestre del 2015 risulta particolarmente positivo il dato delle vendite all'estero di prodotti agricoli e di alimenti e bevande trasformati, con una crescita del 6,2% su base annua nel periodo gennaio-marzo, in forte accelerazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sopratutto verso i mercati extra Ue. I segnali di ripresa arrivano anche sul fronte della domanda interna, come evidenziano i dati Ismea-Nielsen, con un incremento degli acquisti alimentari domestici dell'1,4% nel bimestre gennaio-febbraio.

 

 

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