Latte in polvere e formaggi: prosegue la querelle con l’Ue

Continua il dibattito Italia-Ue in merito alla legge n.138 del 1974, che vieta alle compagnie casearie con sede nel nostro Paese di usare particolari sostanze, come latte in polvere e condensato, per la produzione di formaggi, yogurt e relativi prodotti. La Commissione europea ci ha chiesto in una lettera del 28 maggio di rivedere tale divieto, considerandolo una restrizione alla libera circolazione delle merci.
Come sottolineato da Bruxelles in una dichiarazione del 29 giugno, l’avvio di indagine è nato da “un reclamo da parte di una sezione dell'industria casearia italiana, che sostiene di essere stata penalizzata da tale legge”. Pronta la risposta di Coldiretti, che evidenzia come si tratti di lobby che vogliono costringere l’Italia ad abbassare gli standard qualitativi dei suoi prodotti alimentari, per questioni meramente economiche.
Quella che invece manca, secondo la Commissione europea, sarebbe una risposta da parte delle autorità italiane alla lettera, ancora non pervenuta. Nel recente comunicato si ribadisce inoltre che “tutti i prodotti italiani protetti dagli schemi di qualità europei (Igp, Dop, Stg), tra cui per esempio la mozzarella Dop, non sono interessati dall'indagine, dal momento che la politica europea sulla qualità dei prodotti fornisce una specifica normativa per la loro produzione.
La faccenda è complessa e va a toccare direttamente il made in Italy, la cui reputazione molti vedono messa a repentaglio. Si attendono ulteriori sviluppi.

 

 

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