Lavazza è sempre più internazionale

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Un investimento da 10 milioni di euro è quello che ha sostenuto Lavazza per comparire sui campi da tennis del Grande Slam e di altre prestigiose manifestazioni come i tornei master 1000 di Toronto, Indian Wells, Amburgo e Stoccarda. La scelta intrapresa assume via via i contorni di un vero e proprio settore dell’attività aziendale: a Wimbledon, infatti, sono stati formati 600 baristi divisi nei 60 punti di ristoro del parco del tennis. “La scelta di sponsorizzare il tennis è motivata dal fatto che è uno sport che non divide, a differenza del calcio ad esempio, e inoltre il suo pubblico ha un target elevato – spiega Marco Lavazza, vicepresidente del gruppo. Frequentare i tornei del grande slam ci serve anche a intrattenere contatti altrimenti difficili da raggiungere”. Un investimento, dunque, funzionale al prestigio e soprattutto all’internazionalizzazione, su cui Lavazza sta puntando con fermezza.

 

 

E proprio dai mercati esteri, secondo i dati di bilancio consolidato 2015 recentemente presentati,  arriva la quota maggiore del fatturato del gruppo, pari al 53%. A trainare le vendite fuori dall'Italia, sono stati quattro Paesi in particolare, tutti cresciuti a doppia cifra nel 2015: Stati Uniti (+35%), Regno Unito (+19%), Germania (+19%) e Francia (18%).

 

 

“L'apertura della consociata italiana, la crescita negli Stati Uniti, l'acquisizione di Merrild e l'avviamento dell'operazione Carte Noire sono tra gli elementi che hanno proiettato Lavazza nel novero delle grandi imprese globali – commenta l'amministratore delegato Antonio Baravalle. Per il 2016 il perfezionamento dell'acquisizione di Carte Noire è un tassello fondamentale della nostra strategia di crescita, unita al profondo rinnovamento dei nostri siti industriali, agli importanti investimenti in marketing, comunicazione e innovazione e alla realizzazione del nuovo centro direzionale a Torino, che ci hanno visti impegnati complessivamente per oltre un miliardo di euro. Gli effetti di questa impostazione strategica – conclude il manager - saranno visibili già al termine di quest'anno, durante il quale prevediamo di raggiungere 1,6 miliardi di euro di fatturato con il 65% di quota realizzata all'estero".

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