Da commodity a oggetto premium e strumento di comunicazione, l’evoluzione delle chiusure

Ne parliamo con Paolo Ferrari, cmo di Guala Closures, che racconta come l'azienda sta crescendo ed ha fatto fronte all'emergenza Coronavirus

Guala Closures spirits

L'Italia come culla per la nascita e il mondo per crescere e trovare opportunità di mercato. Parte da Alessandria la storia della multinazionale, non più di dimensioni tascabili, Guala Closures, che ha registrato nel 2019 oltre 600 milioni di euro di fatturato, con presenza produttiva in 21 Paesi del mondo, dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti, e collaborazioni per le chiusure dei maggiori brand nel mondo di vino, superalcolici, olio e acque minerali e circa il 2% destinato alla ricerca e sviluppo.

Perché ciò che chiude le bottiglie non è più solo una commodity, ma può aumentare il valore, l'estetica e l'approccio alla sostenibilità di un prodotto. Come dimostra il recente premio Alufoil Trophy 2020 nella categoria “Marketing + Design” vinto da Guala Closures con Savin Prestige: una chiusura che ha elementi differenzianti come inserti di legno e altri materiali al suo interno. “Questa tipologia di chiusura racchiude il perfetto connubio tra modernità e nobiltà dei materiali -dichiara il giudice del premio Veith Behrmann, group packaging manager di Nestlé Nespresso-, che permette di aggiungere un tocco ancora più premium alle chiusure a vite con un impatto visivo paragonabile all’aggiunta di un diamante su un anello d’oro. Questa chiusura è anche un esempio di marketing e design che permetterà la penetrazione delle chiusure a vite anche nei mercati dei vini e degli alcolici di fascia alta”.

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Ed è proprio alla fascia alta del mercato, che è alla ricerca di personalizzazione e distintività che si rivolgono le innovative soluzioni dell'azienda. "Stiamo lanciando uno screw cap (tappo a vite) -dice Paolo Ferrari, Cmo di Guala Closures- chiamato Green Cap in cui la gonna può o meno essere svitata dal collo della bottiglia, in funzione del sistema di riciclo presente nei mercati. Abbiamo poi sviluppato una serie di tappi intelligenti, chiamati NeSTGATE, che collegano il brand al consumatore, tramite innovazioni tecnologiche. In Italia abbiamo un produttore, Vigneti Massa, che ha adottato le capsule di alluminio che integrano il sistema Nfc (Near Field Communication), per aprire nuovi scenari nel campo della comunicazione e della tracciabilità grazie alla blockchain". Un elemento aggiuntivo sulla via della premiunizzazione degli alcolici.

I settori di riferimento di Guala Closures

Paolo Ferrari Guala Closures
Paolo Ferrari, cmo Guala Closures

"Nel mercato delle chiusure -precisa Ferrari- ci siamo concentrati in quattro settori: spirits, che rappresenta il 66% del nostro giro di affari, il vino, inesistente fino al 2003 rappresenta ora il 20%, il resto è dedicato all'acqua minerale molto in crescita e all'olio che è un settore storico. Non produciamo chiusure per flaconi in Pet e tappi corona, settori in cui prevalgono logiche di volume e massa. Il fatturato dello scorso anno è cresciuto grazie a un aumento del 12% nelle vendite e, grazie ad acquisizioni mirate, siamo quasi a 5.000 collaboratori con 29 fabbriche in 21 Paesi in tutto il mondo dalla Nuova Zelanda fino agli Stati Uniti. L'Italia, che è stata la culla della partenza dell'attività e dove abbiamo ancora la holding del gruppo con il cuore pulsante dell'innovazione tecnologica e ingegneristica, rappresenta meno del 10% delle vendite mentre a livello produttivo rappresenta circa il 20% .

Negli ultimi anni il settore degli spirits è stato trainante, il vino ci ha dato grandi soddisfazioni e siamo posizionati decisamente bene nel settore dell'acqua minerale con un'acquisizione conclusa in Germania ai primi di febbraio ; mentre nel 2019 erano state lanciate due iniziative produttive in Kenia e in Bielorussia, entrambi per il settore spirits. Tutto questo ci proiettava a fare grandi numeri anche nel 2020, e poi è arrivato il Covid19: un po' come trovarsi a navigare da un mare calmo a uno in tempesta, così ci siamo concentrati sulla navigazione a vista".

Come ha impattato l'emergenza Coronavirus

In Italia, poiché attori nella filiera alimentare, Guala Closures ha mantenuto le fabbriche aperte, "abbiamo per esempio lavorato sulla produzione delle chiusure per acqua minerale e olio di oliva -continua Ferrari-, o abbiamo importato mascherine dalla nostra filiale cinese che abbiamo poi donato al personale ospedaliere in Lussembugo e abbiamo iniziato a produrre le visiere in plexiglass. Siamo stati tra i primi a mettere i sensori di temperatura all'ingresso delle fabbriche e aver dotato i collaboratori degli appositi dpi, gli impiegati sono andati in remote working. In altre nazioni, come India, Argentina e Colombia, abbiamo invece dovuto chiudere per alcune settimane, ma il sistema di tutela introdotto per la prima volta in Italia lo abbiamo poi replicato negli altri nostri impianti produttivi che sono rimasti aperti.

Il settore degli spirits ha rallentato ad aprile e questo ha messo sotto stress le nostre linee di produzione che sono automatizzate, ma in contemporanea, abbiamo l’obbligo di tenerle vive per servire il mercato, perché in alcuni casi siamo il fornitore principale. A livello logistico non abbiamo avuto carenze sia nel reperimento di materie prime sia nel delivery ai clienti, il packaging è stato classificato come prioritario e non abbiamo avuto particolari problemi nelle spedizioni per esempio dal Piemonte alla Scozia. Entrati nella fase2 ci sarà da capire nel medio periodo cosa succederà nel corso del 2020; usciti dalla fase emergenziale, nel breve ci sarà un duplice approccio tra quelli che avranno paura di muoversi e quelli che invece vogliono buttarsi alle spalle il problema. Di sicuro abbiamo imparato a gestire le modalità di consumo e il mondo digitale in modo diverso, per esempio con l'esplosione dell'eCommerce e delle nuove esigenze dei consumatori. Di fondo saremo orientati a una vita più sana, quindi avranno successo prodotti locali, più sostenibili, trasparenti e salutari. Il vino per esempio si consumerà più a casa e il tappo a vite potrebbe essere un valore importante per una migliore conservazione".

La sostenibilità concreta a partire dal riciclo dei materiali

Dal 2011 Guala Closures redige un bilancio di sostenibilità, "L'ultimo -sottolinea Ferrari-, ha diversi aspetti interessanti: dalla diminuzione delle quantità di scarto, dei consumi, al rapporto con le persone e gli stakeholder. Stiamo lavorando molto sul prodotto, creando linee guida di ecodesign per i progettisti per innovare sia i prodotti esistenti sia quelli nuovi: riducendo la quantità di materiali, scegliendone di più sostenibili, riciclabili e riutilizzabili. Siamo fortunati perché lavoriamo in particolare su alluminio, che ha una filiera molto efficiente per il recupero e già un'alta percentuale delle nostre chiusure è realizzata con alluminio recuperato. Ma anche sulla plastica vediamo che il Pet è molto utilizzato nelle sue forme riciclate, grazie al lavoro dei produttori e dei brand, come Nestlé e Danone che hanno annunciato che utilizzeranno sempre di più la plastica riciclata. Noi abbiamo già prodotto chiusure con plastiche di derivazione dalla canna da zucchero o dagli scarti dell'agave che si usano nella produzione della Tequila. Ci sarà un'innovazione enorme in questo senso nei prossimi anni e il retail e le amministrazioni devono aiutare l'industria per trovare linee guida che possano essere sostenibili".

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