Le città in campo contro la fame nel mondo

spreco alimentareUn miliardo e 300 milioni di tonnellate. Questa è, secondo la Fao (Food and Agriculture Organization) la quantità di cibo  sprecata ogni anno nel mondo. In concreto si tratta di circa un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano. Un quantitativo che, se recuperato, sarebbe sufficiente a sfamare tre volte le persone denutrite.  Se guardiamo all’Italia la situazione non cambia. Da noi lo spreco alimentare corrisponde allo 0,5% del Pil, un valore pari a circa 40 miliardi di euro.

Lo spreco è presente in ogni passaggio della filiera: dalla produzione agricola alla  distribuzione (ingrosso e dettaglio)  sino ad arrivare al consumo domestico. Ogni famiglia italiana butta via 630 grammi  di cibo alla settimana, pari a 6,50 euro (fonte: Waste Watcher). Nella spazzatura finiscono soprattutto i freschissimi: frutta, verdura e  formaggi. E poi pane fresco, latte, yogurt e salumi. Ma, ovviamente, la responsabilità non è solo dei consumatori. Anche le insegne della gdo sprecano grandi quantità di prodotti per svariati motivi (difetti estetici, vicinanza alla data  di scadenza, packaging danneggiato).
Vive in città oltre la metà della popolazione mondiale, percentuale che salirà al 66% in meno di 40 anni. Nutrire le città senza mettere a rischio il futuro del pianeta è la sfida principale per lo sviluppo.

Milano s’impegna per l’approvazione dell’Urban Food Policy Pact, un patto internazionale al quale oltre 40 grandi città di tutto il mondo hanno lavorato insieme per quasi un anno. L’obiettivo è costruire un quadro di regole comuni che aiutino le città a trasformare il loro sistema alimentare e renderlo più equo e sostenibile, dando vita anche a una rete di scambio di buone pratiche sul cibo. Esempi e progetti concreti attuati nelle città a cui altre aree urbane possono ispirarsi. Il patto sarà firmato a Milano durante la Giornata Mondiale dell’Alimentazione di ottobre.

Contro lo spreco di cibo il piano di Milano si orienta a una corretta alimentazione puntando a riqualificare i mercati comunali,  con l’adozione di misure per il recupero di cibo dalle mense scolastiche, e l’insegnamento ai cittadini delle buone pratiche sul consumo sostenibile. In seguito all’analisi del sistema alimentare milanese elaborata nell’ambito del progetto “Food Policy”, condotta insieme a Fondazione Cariplo, il Comune avvia una politica specifica sulla tematica del cibo in tutti gli ambiti di propria competenza. Entro l’autunno partiranno i primi progetti pilota, anche in collaborazione con il terzo settore e i privati.

I mercati rinnovati completamente, vanno trasformandosi in veri e propri “hub”, spazi dove si fa commercio a filiera corta e si vendono prodotti stagionali, investiti di un ruolo commerciale-educativo. Sogemi avrà in gestione i 22 mercati coperti del Comune di Milano. Il capoluogo lombardo è anche la capitale italiana dei mercati contadini: in città sono 11 e si svolgono a cadenze regolari, cui si aggiungono quelli saltuari e quelli presenti nell’hinterland.

Per le mense scolastiche l’obiettivo è potenziare le iniziative già in atto contro lo spreco di cibo. Milano Ristorazione, con una media di 80.000 pasti serviti al giorno, è l’interlocutore principale. Nell’ambito del progetto “Io non spreco” vengono forniti alle scuole primarie che lo richiedono, i sacchetti “salva merenda” all’interno del quale i bambini possono riporre e portare a casa alimenti non immediatamente deperibili, come frutta, pane, budini UHT e prodotti da forno da loro stessi non consumati durante il pranzo e la merenda a scuola. Milano ristorazione mette in atto altre proposte quali: il recupero dalle cucine di Milano Ristorazione delle eccedenze di produzione, cibo pronto al consumo, grazie alla collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare Siticibo Onlus e City Angels e il recupero di pane e frutta non consumati in 103 scuole da destinare a enti caritatevoli e centri di accoglienza di persone disagiate. Le derrate raccolte nel 2014 hanno consentito a SITICIBO di assistere 67 strutture caritative con 54.822 kg di pane e 100.386 kg di frutta.

Il Buono che Avanza è la prima rete di ristoranti ad “avanzi zero”. Un progetto contro lo spreco di Cena dell’Amicizia Onlus, associazione che dal 1968 si occupa di persone senza dimora a Milano. I ristoranti che aderiscono al progetto propongono ai propri clienti di portar via, in una doggy bag, il cibo e il vino che sono avanzati e li informano sul valore sociale di questa scelta. Questa iniziativa punta a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di combattere la “società dello spreco”.

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