Le comunità italiane nell’area di New York

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n. 261)

I 3.372.512 di italiani o discendenti di italiani nell’area di New York costituiscono il principale gruppo etnico e linguistico della grande area urbana che comprende, oltre a Manhattan, Staten Island, il Nord New Jersey e Long Island, e sono il 16% dei 21,2 milioni della popolazione della Greater New York. Lo Stato di New York è centro propulsore del processo di globalizzazione dei mercati e sede di oltre 3.000 società straniere operanti nei settori più diversi. Molte sono le imprese italiane che scelgono New York come prima tappa della loro internazionalizzazione negli Usa, ed è più che comprensibile, guardando i numeri. In un precedente articolo ricordavo l’importanza delle comunità Italiane nella diffusione della cucina italiana e quindi dei prodotti italiani negli States. New York è uno dei simboli indiscussi di tale fenomeno. Iniziative come l’Eataly di 7.000 mq sulla Quinta Strada permettono alla clientela americana e non solo, di avvicinarsi al meglio della cultura gastronomica del nostro paese. Ma non è solo Eataly a proporre l’italian food nello Stato di New York. Nel canale retail -e ne citiamo solo alcuni- abbiamo Morton Williams, Whole Foods (il regno del biologico per eccellenza), Trader Joe’s, Agata e Valentina, De Cicco’s Family Markets, Fairway, Costco che definirei “la Metro di New York”, D’Agostino, presente solo a Manhattan; Citarella. A onor del vero, seppur con molta competizione, e grande difficoltà nel trovare il distributore e/o importatore giusto, ritengo ancora che lo Stato di New York sia una grande opportunità per le aziende italiane che considerano gli States come nuova e concreta opportunità di business per la propria azienda.

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