Le enoteche storiche e di tradizione trovano spunti nella segmentazione

Protagonisti – Gli specialisti del mondo del vino consolidano il business mediante innovazioni di posizionamento. (Da MARK UP 187)

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1. Molte gestioni
familiari che rinnovano il gradimento nei cambi di generazione

2. Esiste un turn over delle location,
ma sempre nel proprio territorio

3. La copertura di mercato si estende fino
ai confini estremi

Icambiamenti repentini che le enoteche hanno vissuto, soprattutto negli ultimi vent'anni, con adattamenti di ruolo e missione nell'ottica di dare sempre più servizi a una clientela che si è molto evoluta riguardo alla conoscenza e consumi di vino, stanno senz'altro alla base dei buoni risultati di fatturato registrati almeno fino all'inizio della crisi. Al termine di un periodo di crescita il canale del dettaglio specializzato si è consolidato con una quota di mercato al di sopra dei 10 punti (dati Mediobanca), contribuendo a limitare la crescita della Gda.

La filosofia di base espressa all'unisono dalle enoteche, non solo fra quelle che qui riportiamo a titolo esemplificativo, è che la nuova missione dell'enoteca vuole essere soprattutto un luogo di formazione oltre che di acquisto, ideale per crearsi una competenza vinicola, aggiornarsi sulle nuove tendenze, essere guidati verso nuove sperimentazioni.

L'enotecario non vuole semplicemente vendere una bottiglia, ma intende influenzare la scelta ed è in grado di orientarla, determinando il successo di un vino o di un produttore. Nuove proposte si intrecciano con le formule tradizionali allargando i confini per esempio verso la regalistica (al di là delle stagionalità e dei confini, con consegne in ogni parte del mondo) o gli outlet.

Due tipologie
di domanda equivalenti

Se si analizza il tipo di shopping che fanno gli amanti del vino in enoteca si può vedere, secondo quanto affermano gli enotecari, che esistono due tipologie di domanda che si equivalgono: quella degli eno-appassionati, ovvero coloro che amano andare sul sicuro (52%) con i grandi nomi e quelli più “innovativi” che non disdegnano di sperimentare, provare, curiosare tra novità e produttori di nicchia (48%).
Anche i giovani sembrano riscoprire le enoteche a discapito dei locali più ricercati e costosi, viste come un stile di vita più semplice (anche se non sempre è così), fatto di compagnia, un buon bicchiere di vino con qualche accompagnamento gastronomico.

Se con la crisi calano i consumi, gli italiani si orientano sulla qualità. Una tendenza riscontrabile anche negli acquisti in Gda, dove tengono bene i prodotti di fascia medio-alta. L'anteprima della ricerca Iri Infoscan realizzata per Vinitaly, che verrà presentata durante la manifestazione a Verona, indica un ritorno per il 2010 delle vendite di vino a denominazione d'origine.

Allegati

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di Guido Montaldo / aprile 2010

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