Le formule distributive subiscono il percepito del consumatore

Carni 2009 – Nel medio periodo si delinea il trasferimento di clienti dalla macelleria ai circuiti moderni.

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1. Elemento differenziante è il rapporto personale con il venditore
2. Nella Gda non vi sono formule di gestione comuni
3. Necessità di interventi di riorganizzazione del display

Le specifiche peculiarità che caratterizzano il modo attraverso cui il consumatore nazionale si rapporta alla carne ne condiziona inevitabilmente il processo d'acquisto. Non si tratta solamente dei criteri di scelta interni alla categoria e dei fattori di switch verso prodotti di differente origine maturati alla luce del contesto socio-economico e che con esso, necessariamente, evolvono. Anche la relazione instaurata con le diverse formule distributive impegnate nella commercializzazione delle carni fresche, a sua volta dinamica nel tempo, è figlia di fenomeni che si inseriscono nel vissuto dello shopper, modellandone il profilo. E, all'interno di tale processo, ruolo discriminante assume il percepito sulle caratteristiche distintive del singolo format. Se il canale tradizionale, macellerie in primis, ancora oggi controlla quasi il 35% dell'offerta al dettaglio (a valore, l'incidenza supera il 38%), la recente tendenza di medio periodo mostra un progressivo trasferimento di clienti a vantaggio dei moderni circuiti di vendita. Pur tuttavia, nell'ultimo quinquennio, la distribuzione delle quote fra negozi tradizionali, da un lato, e supermercati-ipermercati dall'altro tende alla stabilità, benché in un quadro di fisiologiche variazioni su base annuale.
A fronte di un simile stato dell'arte, sorgono spontanei almeno tre interrogativi:
- perché ancora oggi macellerie e affini, pur in netto calo rispetto a 15 anni fa, godono di uno share di mercato così elevato in Italia, soprattutto se rapportato a quello degli altri paesi europei, dove queste concorrono invece al sell-out di comparto in misura quasi mai superiore al 10%?
- quali sono le criticità attualmente addebitabili al canale moderno, in termini di concept distributivo e gestione dell'offerta sui prodotti carnei?
- fra i vari format della Gda, ve n'è qualcuno che si muove realmente a differente velocità su tali referenze, o è la performance complessiva della formula, legata ai suoi connotati caratteristici, a influenzare positivamente o negativamente le prestazioni nel reparto carni?
Cercheremo nel prosieguo di rispondere con ordine e in maniera puntuale a tali quesiti.
... segue

Tra i contenuti del Pdf:

  • Consumi splittati per format distributivo - a volume (2007-08)
  • Quote di mercato dei differenti format distributivi (2008)
  • Consumi splittati per format distributivo - a valore (2007-2008)
  • Dinamiche per tipologia di carne nei vari format distributivi
  • Acquisti nel primo trimestre 2009 nei vari format distributivi
  • Andamento nel primo trimestre 2009 per tipologia di carne nei vari format distributivi
  • Quote di mercato dei vari canali (I-2009)
  • Prezzo medio nazionale delle differenti tipologie di carni fresche
  • Crescita dei consumi domestici nel fresco (2007-2008)
  • Crescita dei consumi domestici nel fresco (I-2009)
  • Merchandising nel banco assistito in Gda

    Allegati

    Carni09-FormuleDistributive
    di Roberto Della Casa Raffaello Bernardi / dicembre 2009

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