Le (vere) regole del marketing sui social e gli errori da falsi professionisti

I must per un buon post? I falsi miti da novellini o cialtroni? Ci svela tutto Veronica Gentili, tra i maggiori esperti in Italia sul tema

Partiamo da un principio base che vale tanto per Facebook quanto per Instagram e annessi: "Fare social media marketing non significa far morire dal ridere le persone né raccogliere migliaia di like, ma nemmeno semplicemente creare contenuti che generino tante interazioni. Fare social media marketing significa trasformare i social in reali risorse di business per il proprio brand, darsi obiettivi misurabili e concreti da raggiungere sì attraverso contenuti rilevanti, ma che rappresentano un mezzo e non il fine".

 

 

Questa la prima grande regola enunciata in uno dei suoi usuali e lapidari post LinkedIn da Veronica Gentili. Imprenditrice digitale, consulente e formatrice specializzata (Facebook Certified Planning Professional nel 2016), Gentili è considerata uno dei maggiori esperti di marketing su Facebook in Italia.

Quelli che vi proponiamo a seguire sono alcuni dei suoi must e falsi miti legati al sempre più chiacchierato mondo del social media marketing (con relativo pullulare di "professionisti dell'ultimo quarto d'ora).

1 - Orario, post e story perfetti? Sono come gli unicorni: non esistono

La rete pullula di discussioni e ipotesi su questi temi, eternamente alla ricerca della "generica scorciatoia", un po' come quando si cerca di rimettersi in forma in una sola settimana. "A chi mi chiede quale sia l'orario perfetto per pubblicare su Facebook o Instagram, quale la formula per il post, la story o l'inserzione perfetta c'è una sola risposta da dare: sono come gli unicorni, non esistono", sottolinea Gentili.

2 - Se il contenuto è identico su Facebook, Twitter e Instagram non state facendo social media marketing

Di copia e incolla dello stesso identico contenuto/post sui diversi canali social dell'azienda/brand se ne vedono a bizzeffe. Certo si risparmia tempo, ma non si sta adattando correttamente il proprio linguaggio e il proprio calendario editoriale al target e a tutte le caratteristiche e funzionalità specifiche della singola piattaforma. La tanto decantata personalizzazione è un principio basilare anche nel social media marketing e per saperla fare servono dei professionisti veri.

3 - Un contenuto rilevante crea un legame (e non c'è bisogno di pubblicarne uno al giorno)

Premesso quanto espresso precedentemente, ovvero che non esiste "il vestito taglia unica che vada bene per tutto" e che i contenuti devono essere un mezzo e non il fine, Gentili specifica che "il post di successo se non parla a un bisogno/desiderio, o informa, o emoziona, o fa riflettere, o rispecchia un modo di essere, difficilmente porterà risultati". Sotto una grafica che riassume questo principio.

Come specifica inoltre Gentili: "A chi è fissato con il pubblicare almeno un post al giorno o a dover sempre, a ogni costo, postare qualcosa: in un'epoca in cui siamo tartassati dai contenuti ovunque, meglio stare zitti e aspettare di avere qualcosa di interessante da dire che pubblicare post di scarsa qualità, inutile e tappa-buchi. Vale per le aziende, ma anche per le persone".

4 - Errori comuni, ovvero: le "spie" della cialtroneria 

Quando il mercato chiede all'improvviso nuove figure professionali, come anticipavamo, gli pseudo esperti dell'ultimo minuto, che tentano di riconvertire al volo presunte competenze, nascono in massa. Riconoscerli non è sempre semplice, perché richiede a sua volta una certa competenza, ma quanto vi abbiamo enunciato sopra fa già da importante segnale d'allarme. Tra le altre "spie" che rappresentano comuni errori da novellini o finti professionisti troviamo:

  • La costante pubblicazione di post promozionali e auto-celebrativi, dagli "sconti imperdibili" all'atteggiamento da "abbiamo 100 nuovi follower, evviva!". Ma anche la pubblicazione di contenuti che non c'entrano niente con l'identità di brand/azienda, come i tanti popolari aforismi (spesso nemmeno verificati e tratti da contesti filosofico-letterari che non si conoscono).
  • Niente report periodici inviati ai propri superiori, niente analisi con metriche evolute, nessuna risposta ai commenti negativi degli utenti (o peggio: cancellazione).

5 - Strumenti aggiornati e investimenti obbligati

"Mi fiderei di un'agenzia digital/social media specialist che non usa il Business Manager come di un graphic designer che fa le grafiche con Paint", ironizza Gentili. Usare gli strumenti giusti è un must, ma anche tenersi aggiornati sulle nuove possibilità costantemente offerte da piattaforme come Facebook e Instagram. Pensate al recente lancio da parte di Facebook di Manage Activity, una funzionalità che permette di archiviare o cancellare i vecchi post in modo facile e rapido. Ma è solo uno dei tantissimi esempi possibili.

Infine, qualora servisse ribadirlo per l'ennesima volta (ma date le "promesse di risultato a basso costo" di alcuni sembra proprio che serva): nel social media marketing bisogna investire dei soldi. L'idea del successo social gratuito o quasi, proprio come quella di "un internet democratico", sono preistoria.

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