L’ex Garage San Babila diventerà un mega department store

Da ex parcheggio multipiano, ormai chiuso e abbandonato, a polo del lusso. Il garage San Babila Traversi sarebbe in una posizione ideale per magneti dello shopping internazionale e griffati quali Galeries Lafayette o El Corte Inglès, o addirittura Harrod's, per non parlare di centri multimarca del lusso sulla falsariga di The Mall L'immobile ceduto al fondo inglese Hayrish si trova infatti in pieno centro, in Piazza San Babila, tra Corso Venezia e via Bagutta. Prima che chiudesse, e sicuramente fino al 2001, era uno dei pochissimi parcheggi disponibili nel centro di Milano: a pagamento, e per giunta costosissimo (una tariffa oraria che oggi si potrebbe definire spropositata) nonché claustrofobico perché non dispone di rampe d'accesso come oggi, ma funzionava col sistema ormai abbandonato dei car-lifting.
Chiuso nel 2003, appartenuto prima a Aedes poi a Risanamento di Zunino che se lo aggiudicò per circa 90 milioni, il garage Traversi è di proprietà di Banco Popolare che non ha mai voluto gestirlo strategicamente come bene immobiliare riconvertibile, aspettando molto furbescamente di venderlo. Alla fin fine le banche non sanno valorizzare i beni immobiliari e questo è il caso lampante: sarà il fondo inglese Hayrish a pensarci, sborsando circa 100 milioni di euro divisi tra equity investment (60 mio) e ristrutturazione (circa 30-40 milioni).

I limiti della Sovrintendenza
C'è un po' troppo entusiasmo (mi riferisco ai titoli dei giornali) sulla rinascita di questo immobile storico sotto forma di lussuoso e avvenente polo dello shopping. La parte esterna del garage dismesso non si può toccare perché vincolata dal Ministero dei Beni culturali: il progetto è dell'architetto Giacomo De Min, stile razionalista. Intoccabile (giustamente). Questo vincolo architettonico può essere un problema per chi vuole sviluppare un immobile secondo tutti i crismi della modernità: per esempio, sarà impossibile rifare le facciate a giorno secondo la tecnica del see-through (tutto vetro e/o vetri con schermi giganti) come nel nuovo Coin di piazza V Giornate. Potrebbero esserci problemi nella conversione retail del palazzo.
Una delle idee originarie di riconversione dell'immobile in un museo di arte contemporanea era senza dubbio più coerente alle caratteristiche strutturali e architettoniche dell'edificio.

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