L’export: fuori dai confini si brinda parecchio con bollicine italiane

Focus vino Spumanti –

Dalle prime previsioni del
Forum Spumanti&Bollicine
(fonte: uffici doganali, importatori,
esportatori, imprese, ufficio
imposte) l’export 2008 rispetto
al 2007 cresce in valore (+17%)
e quantità (+9%), attestandosi a
1,5 mld di euro il fatturato e a 161
milioni le bottiglie spedite nell’anno.

Il mercato interno europeo a 27
paesi assorbe il 74% del totale
esportato. L’Italia è il 3° produttore
al mondo e ha sfiorato i 315
milioni, tra bottiglie consumate
e spedite, complessivamente nell’anno
2008. Il segnale più importante
che ci viene dal settore - a
detta di Giampietro Comolli, direttore del Forum Spumanti d’Italia -
è l’aumento del valore sul mercato
indipendentemente dalla crescita
in termini di volume.

Il caso francese è emblematico:
esportiamo un 10% in meno di
prodotto, ma abbiamo aumentato
il fatturato del 15%. Segno
importante che il mercato mondiale
riconosce agli spumanti italiani
un valore più alto rispetto al
passato.

La famiglia dell’Asti Docg, del Prosecco
Doc Conegliano Valdobbiadene
e tutti i similari dolci-aromatici
sono in forte crescita sui mercati
esteri, soprattutto nell’area di
lingua tedesca (Austria e Svizzera
con i maggiori incrementi). Nell’area
anglo-americana crescono
indipendentemente da un indebolimento
dell’euro e dalle accise (nel
Regno Unito oltre il 15% in volumi,
oltre il 30% in valore al consumo).
In alcune aree o paesi emergenti
(Russia, India, Indonesia, Africa) i
dati sono ancor più lusinghieri.

  Prodotto troppo individuale  
  Lo spumante italiano non esiste in quanto prodotto unico nella
percezione come lo è, per esempio, lo Champagne. Se sul mercato
interno è premiante l’individualità del prodotto, in termini
di consumi locali, conoscenza del prodotto, identificazione
del territorio-vino, attrattiva e richiamo turistico, sui
mercati esteri questo diventa un fattore di debolezza
. Occorrerà
puntare su “momenti di aggregazione di carattere nazionale”,
con capacità di sottolineare e presentare tutte le differenze
possibili di territorio e di identità di ogni singolo prodotto,
ma in contesto unitario.
 
     

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