Linkontro: cambiamento e paura

Dal nostro inviato a Linkontro Nielsen – Nella prima discussione a più voci condotta da Beppe Severgnini ottimismo e pessimismo rispetto al futuro del Belpaese si intrecciano, ma si conta sul fatto che il cambiamento sia necessario

Bisogna innovare, puntare sulla ricerca, sviluppare il lavoro e dare fiducia ai giovani. Tutti d'accordo sulla necessità di cambiamento in Italia. Il “giro di valzer” condotto dall'editorialista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, sul tema L'Italia che vuole cambiare ha messo a confronto Franco Moscetti, Ad Amplifon; Roberto Pedretti, Ad Nielsen; l'olimpionico Niccolò Campriani (in foto) medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra; Ilaria Capua, virologa, ricercatrice e parlamentare; Daniele Rossi di Federalimentare. Ambiti diversi, differenti generazioni, ma pareri concordanti: L'Italia vuole cambiare? La risposta sembra essere unanime: L'Italia deve cambiare.

Niccolò Campriani
"Dovremmo dare uno sguardo più attento al mondo senza paura di perdere la nostra identità. Il confronto non può che farci migliorare. Ho studiato negli Stati Uniti e ho avuto modo di perseguire e raggiungere i miei due obiettivi: diventare un olimpionico e laurearmi in Ingegneria. Probabilmente in Italia non sarebbe stato possibile".

Franco Moscetti
Gli dà man forte e afferma senza mezzi termini che "I giovani italiani non si riconoscono in questo Paese, perché si sentono discriminati, non vedono meritocrazia e non riescono a ipotizzare un futuro". Il futuro è roseo? Moscetti non si dice ottimista: "La politica ci ha abituati a tante false promesse, avremmo bisogno di fatti che incentivino lavoro ed economia".

Ilaria Capua
"Il nostro Paese è indietro di circa venti anni rispetto al resto d'Europa, perché c'è una grande resistenza al cambiamento, bisogna invece investire sulla ricerca, sull'innovazione premiando l'impegno dei giovani. Apriamoci al nuovo e cominciamo a investire davvero nel medio termine".

Quali provvedimenti attuare?
"Bisognerebbe partire dalla diminuzione del cuneo fiscale" sostiene Moscetti. Campriani, invece, si dice ottimista: "Io sono tornato in Italia perché fondamentalmente credo in questo Paese". Ilaria Capua è propositiva: "Impariamo a cogliere le opportunità cercando di essere tempestivi e capire qual è il momento giusto. Il cambiamento non è sempre negativo, anzi è auspicabile"

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