Düsseldorf è la città di Metro, gruppo multinazionale da quasi 40 miliardi di euro di fatturato, presente in 35 paesi del mondo, con 750 esercizi, fra ingrosso e dettaglio. Nella fiera "Metro Unboxed" il gruppo ha presentato progetti e prodotti tipici di 25 di questi mercati

Nell'Altstadt (città vecchia) di Düsseldorf, nel distretto del ReuterKaserme, davanti al fiume Reno, Metro AG, ha presentato la sua prima esposizione internazionale (Metro unboxed) nella quale 25 paesi di tutto il mondo hanno presentato il meglio e/o il tipico della loro offerta alimentare e gastronomica, ma anche dei loro progetti con e per Metro o le insegne nazionali di riferimento; fra questi l'Italia, natürlich, con stand dedicato all'olio di oliva: protagonisti il Frantoio di Santa Tea, a Reggello (Fi), rappresentato da Giorgio Gonnelli, il rampollo di una genealogia piuttosto antica (13 generazioni) di olivicoltori, ed Emanuele Murgia, chef di Metro Academy di San Donato Milanese; ma anche, e le citiamo in ordine non gerarchico ma orizzontale, di bellezza e attrattività degli stand (a mio personalissimo giudizio), l'India, la Cina, il Portogallo, la Spagna, la Serbia, il Belgio, la Romania, la Turchia; senza nulla togliere agli altri paesi, tutti interessanti e il cui elenco trovate nella scheda in fondo all'articolo.
Abbiamo detto la "prima" di Metro unboxed: Metro unboxed vuol dire Metro svelata, letteralmente tolta dalla confezione, ed è un format innovativo perché rappresenta un momento nel quale un gruppo distributivo multinazionale si presenta al pubblico e ai giornalisti, ma anche a se stesso: perché non tutte le "country" si conoscono e conoscono i loro progetti; per non parlare del diversissimo approccio culturale e informativo di ogni paese: in Cina, Metro ha addirittura un newsreel (cinegiornale) interno quotidiano...
Metro unboxed sarà replicato? Olaf Koch, direttore generale di Metro AG, risponde che, al momento, non è sicuro: "Il nostro scopo era, ed è, quello di festeggiare una rinascita di Metro". Questa rinascita, spiega Koch, passa solo tecnicamente attraverso la nuova configurazione societaria, annunciata l'anno scorso, ma implementata da quest'anno; in realtà è cosa ben più profonda e complessa, e affonda le sue radici nel nuovo modo di vedere il business tradizionale di Metro: valorizzare le eccellenze e le peculiarità nazionali attraverso il sapere del management locale per venire incontro ai nostri clienti storici non solo in un'ottica di fornitore, ma di acceleratore di progetti, servizi e formazione". Decentralize (decentrare) è infatti una delle parole chiave della strategia Metro coniugata al presente e al futuro: non siamo molto lontani dal famoso, ma sempre verde, think globally, act locally.

Olaf Koch (sin.) Chairman del Board di METRO AG, e Pieter C. Boone, Mitglied des Vorstands e Chief Operating Officer (membro del Cda e Coo di METRO AG)
L'India è un paese ricchissimo in campo agricolo: solo nel riso vanta 300 varietà

Myanmar, nuovo mercato nel 2018
Metro può fare molto, dal punto di vista del progresso tecnologico e distributivo, soprattutto in paesi ancora antichi e tradizionali sul piano retail (per fortuna: l'antichità e la tradizione vanno preservate come reliquia, semmai rivestite e blindate dalla modernità come si fa con i santi nelle teche), pensiamo all'India e al Myanmar, che sarà il nuovo mercato Metro del 2018.
In India ci sono oltre 12 milioni di "Kiranas", i coloriti, unici nel loro genere, empori pieni di derrate e prodotti alimentari, i cui proprietari o gestori non hanno alcun sistema informativo e gestionale: è tutto nelle loro capacità mnemoniche ed esperienziali.

Metro come global brand
A livello internazionale, Metro è presente in 35 paesi con oltre 150.000 persone in tutto il mondo. Nell'anno fiscale 2015/16 ha generato vendite pari a circa 37 miliardi di euro. Metro si definisce, e in effetti è, uno specialista della food distribution per l'horeca con focus sulle imprese della ristorazione di taglia medio-piccola: ne serve 21 milioni in tutto il mondo. L'azienda offre soluzioni personalizzate per soddisfare le esigenze locali e internazionali dei suoi clienti all'ingrosso e retail. I marchi principali sono Metro e Makro nei cash & carry, e Real nei supermercati (un'insegna molto nota soprattutto in Germania, mentre Metro è un global brand) per oltre 750 negozi all'ingrosso in 25 paesi con uno staff di circa 100.000 dipendenti.
Due paesi europei dove Makro è molto forte sono il Portogallo e la Repubblica Ceca dove Makro sta sviluppando un enorme centro distributivo per i suoi cash and carry e i clienti diretti (circa 2.000), 25 km a nord di Praga.

Metro come acceleratore di start up
Fra le strategie di Metro non può non rientrare l'attenzione per tutte le principali tematiche digital applicabili sia nel retail consumer, sia nell'ambito B2B, horeca nel caso di Metro.
Sui due livelli dell'esposizione di Düsseldorf, Metro ha allestito anche spazi e corner dedicati alle sue attività più specializzate, come quella digitale e di acceleratore per start up: ne sono state presentate sette, ma il discorso meriterebbe un articolo a parte: fra le nazioni più attive, Canada, Francia, Germania, Portogallo, Gran Bretagna, Portogallo (l'Italia  sembra un po' assente o poco propositiva in questo ambito, mi dicono). Le start up premiate verranno finanziate e supportate tecnicamente da Metro Accelerator: citiamo BlendBow, il servizio di digital concierge realizzato dalla canadese youthere; GuestU (Portogallo), interfaccia tra il turista-viaggiatore e il luogo in cui soggiorna; Kitro (Svizzera) che ha lanciato un programma per il risparmio e l'ottimizzazione del cibo non consumato (le eccedenze alimentari); e la francese Somm'it, fondata nel 2015, che presenta un "tool" per la gestione delle cantine dei ristoranti.
A proposito di Metro e start up, Olaf Koch ha ricordato Frag Paul, una start-up per l'horeca sostenuta sempre da Metro Accelerator: "I fondatori di Frag Paul hanno sviluppato un assistente digitale che gli imprenditori possono usare per gestire tutto il personale. Per i ristoratori, ciò comporta un alleggerimento del carico di impegni gestionali, limitando il focus, assai dispersivo per un imprenditore, sulla burocrazia e la gestione. Se la loro passione è, e deve essere, la cucina, il servizio al cliente, e il lavoro con i clienti e i fornitori, questo strumento digitale li libera da un peso".

Gli espositori
Gli espositori sono 25, e rappresentano molto bene gran parte dei mercati nei quali Metro è presente con la sua rete di cash and carry: Austria, Belgio, Bulgaria, Cina, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, India, Italia,  Giappone, Kazakhstan, Moldova, Olanda, Pakistan, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Turchia, Ucraina e Ungheria.

Metro Pavillion a Düsseldorf-ReuterKaserme: lo spazio espositivo è di 1.400 mq + 500 mq aggiuntivi di spazi esterni. È un esempio di architettura temporanea, perché verrà smantellato e riciclato alla fine dell'esposizione

Il pavillion temporaneo presenta anche 7 corner dedicati agli specifici rami di attività Metro: per esempio, la Csr (Corporate social responsibility) dove lavorano 10 persone negli headquarters di Düsseldorf; o il ramo immobiliare (Metro Properties), non meno importante degli altri business, perché gestisce 500 immobili (punti di vendita) di proprietà e segue lo sviluppo immobiliare (nuovi cash and carry e centri distribuzione) soprattutto in Cina e Turchia.

Claude Sarrailh, l'amministratore delegato di Metro Italia, ha ricordato che Metro rappresenta già il 3° player nella food service distribution che è a sua volta il canale di acquisto preferito dall’Horeca in Italia, con un peso di circa il 60%. "Per acquisire ulteriore forza sul mercato -aggiunge Sarrailh- Metro sta inoltre valutando opportunità di M&A con player locali nel settore food service distribution".
L'Italia è il terzo paese per consumi fuori casa in Europa, dopo Spagna e Gran Bretagna. I clienti horeca dei 50 cash and carry Metro, oltre 200.000, rappresentano più dei due terzi del totale (300.000 player dell'horeca).
Le Academy, una delle innovazioni più interessanti di Metro, oltre che a Milano (2) sono a Venezia, Bologna, Firenze, Roma Perugia. Un concetto, quello delle Academy della ristorazione, che ha solo l'Italia.

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