L'obiettivo di Monini è triplicare i volumi di vendita e il fatturato di olio d'oliva (soprattutto extra-vergine) entro il 2024

Il Dragone non si conquista, si convince. È la strategia di Monini, storica azienda alimentare del made in Italy (Zefferino Monini la fondò a Spoleto esattamente 91 anni fa), che sceglie di usare l’arma della cultura e del dialogo per presentare i propri prodotti al consumatore cinese. Obiettivo: triplicare il fatturato e i volumi di vendita entro il 2024, inserendosi in maniera morbida (soft) su una delle piazze più complesse e strategiche dell’Asia.

Il gigante asiatico rappresenta per l’olio di oliva, e in particolare per il prodotto italiano, un mercato che offre ancora ampi margini di crescita, visto che è già la seconda destinazione in Asia per volumi spediti, alle spalle del più maturo Giappone: nel 2019 sono stati importati in Cina 6 milioni di litri di olio di oliva di origine italiana, dei quali 4 milioni di extravergine. Il mercato è quasi totalmente in mano alla Spagna, primo produttore mondiale di olio, e capace di presentarsi in Cina a formazione compatta e non in ordine sparso, come spesso avviene nel caso delle aziende italiane.

La fascia di popolazione cinese ad elevata capacità di spesa cresce in maniera esponenziale, mentre il made in Italy viene percepito come brand di lusso sempre più ambito. Diventa così strategica la scelta di Monini di percorrere la via dell’educazione agli stili alimentari italiani, aprendo le porte del mercato cinese attraverso la cultura. Una mossa finora inedita per un’azienda dell’agroalimentare interessata alla Cina.

"Abbiamo deciso di investire in maniera massiccia sulla comunicazione –spiega Umberto Villa, direttore export Monini– intesa non tanto come promozione del prodotto, ma come educazione: proponiamo contenuti mirati alla conoscenza dell’olio di oliva, dei suoi possibili utilizzi nella cucina locale, ma anche e soprattutto delle sue proprietà salutistiche, senza dimenticare il tema della sostenibilità ambientale, molto sentito da alcune fasce della popolazione cinese. La filosofia di fondo è provare a vedere le cose dal punto di vista locale, senza imporre nulla, ma provando ad integrare il nostro prodotto nella vita di tutti i giorni".

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