Nei sistemi di pagamento la prossima tappa è il contactless

Tecnologie contactless – La tecnologia Nfc è ormai disponibile ma richiederà ancora qualche anno prima di diffondersi. (Da MARK UP 188)

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1. Al via la sperimentazione con le carte contactless
2. L'Nfc partirà in forze dopo il 2015

3. Le opportunità di marketing vanno oltre la fase di pagamento

Alcuni consumatori hanno già avuto modo di interagire con le carte contactless soprattutto nel settore dei trasporti urbani dove la vidimazione del biglietto è stata sostituita con un semplice accostamento della carta al lettore. Dal 2009 sono iniziate le sperimentazioni per implementare questa tecnologia basata su Rfid anche nelle carte di pagamento. Concettualmente si tratta di un trasferimento tecnologico semplice e tutto sommato economico e in esso si intravede una svolta nella diffusione della monetica elettronica soprattutto in Italia. Tuttavia, come molte rivoluzioni tecnologiche annunciate, il rischio di non soddisfare le aspettative è concreto, soprattutto perché la situazione attuale è tutto sommato soddisfacente rispetto alle esigenze degli utenti. Occorre infatti premettere che i vantaggi delle carte contactless per il consumatore sono tangibili ma forse non così importanti da rendere il salto tecnologico irrinunciabile. Concretamente cosa guadagna l'utente di una carta contactless rispetto a un titolare di una normale carta “chip e pin”? MARK UP lo ha chiesto a Alberto Magenta, ePayments Solution Manager in Ncr: “In tema sicurezza la carta contactless è robusta almeno come una carta Emv con chip e pin; supera notevolmente le garanzie di una carta a banda magnetica; di più la carta contactless non lascia mai il proprietario in quanto non richiede di essere introdotta in alcun dispositivo. Ampi spazi di sviluppo derivano dalle applicazioni marketing soprattutto grazie al fatto che virtualmente qualsiasi oggetto può essere equipaggiato con un chip Rfid e diventare una carta di pagamento. Si possono quindi pensare le applicazioni più fantasiose nelle quali, per esempio, è possibile trasferire un brand a un oggetto. Con le carte contactless, Visa e Mastercard rafforzano la “guerra al contante” sperando di produrre una migrazione dal contante verso la monetica elettronica. Si tratta però di una posizione che da adito a qualche dubbio in quanto chi usa il contante lo fa per molteplici motivi non correlati solo alla fase di pagamento. Attualmente le prime sperimentazioni in Italia fissano la cifra di 25 euro il limite sotto il quale non è necessario autenticare l'utente (inserimento pin o firma) per effettuare il pagamento. E questo potrebbe spingere i micro pagamenti. Tuttavia è una possibilità tutta da verificare.”

Il limite sopra il quale occorre autenticare il cliente è una soglia psicologica che da un lato offre sicurezza ma dall'altro può limitarne l'uso. Le sperimentazioni di Mastercard sulla piazza di Milano prevedono una soglia fissa non modificabile dal consumatore. In ogni caso, anche con queste limitazioni si possono immaginare declinazioni delle carte contactless del tutto originali e coinvolgenti. Per esempio trasformare un oggetto in una carta di pagamento potrebbe far presa sul target giovanile così come costruire un'offerta ricaricabile per i piccoli pagamenti che ha la medesima praticità del contante ma facilita notevolmente la transazione. Se nel circuito bancario i vantaggi esposti forse non sono determinanti, nel close loop potrebbero assumere un valore superiore. Con close loop si definiscono i circuiti chiusi, tipicamente quelli di un network di vendita di un retailer, che potrebbe usare la nuova tecnologia di pagamento per fidelizzare il consumatore.

Verso l'Nfc

L'utilizzo del contactless è propedeutico all'introduzione dell'Nfc (near field communication). Lo è soprattutto in termini di protezione dell'investimento.

Gli standard di comunicazione radio delle carte contactless e i telefoni cellulari equipaggiati con circuiteria per il pagamento di prossimità sono compatibili. Per cui un retailer che decidesse di attrezzare oggi la barriera casse con l'hardware per la lettura delle carte contactless, con l'introduzione dell'Nfc avrebbe esclusivamente l'onere di aggiornare il software. Questo potrebbe essere un key factor per la diffusione della tecnologia. “L'emissione di carte contactless non presenta alcun tipo di criticità tecnologica: le banche devono solo aggiungere un'antenna alla card. Il costo aggiuntivo di pochi centesimi è solitamente caricato sul cliente. - spiega Magenta - Anche se i lettori sono per ora pochi in numero, le banche potrebbero decidere di emettere strumenti già compatibili con gli standard futuri. I retailer della Gda che decidessero di adottare il contactless centralmente, sarebbero in grado di realizzare un'infrastruttura funzionante molto rapidamente. Per esempio, Esselunga ha deciso a giugno 2009 di aderire al progetto contactless di Mastercard. A ottobre si sono effettuati i test e a novembre 2009 il progetto è entrato in funzione nella provincia di Milano”. Nonostante la semplicità del progetto occorre sottolineare che si tratta di scelte percorribili facilmente dai retailer che gestiscono la propria rete di vendita in modo centralizzato; diversamente sono gli istituti bancari a dover aggiornare i terminali di pagamento nei punti di vendita. In questi casi le variabili in gioco sono diverse e il salto alla nuova tecnologia potrebbe scontare i costi di ingresso. Costi assorbibili se la nuova tecnologia riuscisse a dimostrare di incrementare le transazioni. E per i motivi su esposti, l'obiettivo appare difficilmente raggiungibile. È la provincia di Milano a rivestire il ruolo di laboratorio di sperimentazione più avanzato in Italia. Ma allo stato attuale le installazioni non sono numericamente rilevanti. Per il 2010 Banca Intesa ha fissato come obiettivo l'emissione di circa 150/200.000 carte con antenna. Rispetto a circa 30 mio di carte circolanti è un numero irrisorio. Se non ci sono le condizioni per un'irruzione massiva del contactless sul mercato, sarà il normale ciclo di vita dei pin pad a determinare una progressiva diffusione della tecnologia che diverrà pervasiva in circa 24-36 mesi. Oltre questo termine, si entrerà nell'era dell'Nfc con gli smartphone al centro del processo di acquisto. A trarne il maggior beneficio sarà il marketing e la comunicazione che potrà raggiungere e interagire con il consumatore nell'intero processo di acquisto. L'Nfc consente, oltre ai pagamenti, di “aumentare la realtà” del punto di vendita con l'utilizzo di tag Rfid disseminati in punti chiave. Sarà possibile equipaggiare un cartellone pubblicitario, una bandiera su una gondola, o qualsiasi altro oggetto con un tag Rfid in cui prevedere che si scateni un certo evento dopo la lettura dello stesso attraverso uno smartphone Nfc. Un universo tutto da esplorare.

Più

  • Micropagamenti semplificati
    Processi totalmente
    self service

Meno

  • Scarsa diffusione dei lettori


Fujitsu è pronta a integrare l'Nfc

  • Mentre in Europa l'Nfc e il contactless nei pagamenti vive ancora una fase di sperimentazione, in Giappone queste tecnologie sono ampiamente diffuse da tempo e hanno già affrontato e risolto questioni spinose come l'autenticazione sicura del consumatore.
  • L'esperienza nel paese del Sol Levante è significativa come spiega a MARK UP Denis Nalon di Fujitsu: “Per risolvere i problemi di sicurezza nei pagamenti Nfc abbiamo introdotto una modalità che si può definire di autenticazione forte in cui il consumatore utilizza il proprio profilo biometrico memorizzato in una carta. Un lettore all'infrarosso legge il reticolo venoso della mano e lo confronta con quello memorizzato: se i profili coincidono vengono abilitate le funzionalità previste. In Europa stiamo conducendo dei progetti pilota nel settore retail con Mark & Spencer ma occorre considerare che il consumatore europeo ha in genere una disponibilità diversa da quello giapponese nel consentire l'identificazione biometrica”.
  • In Italia Fujitsu è attenta al diffondersi del contactless soprattutto per l'offerta di integrazione alla barriera casse con dispositivi e
    software per il check-out e per i pagamenti.


TCPos per la Payment Experience

Ciò che avviene alle casse non si esaurisce con il solo pagamento. Vi è un'interazione che determina l'esperienza finale del consumatore in cui il dispositivo Pos gioca un ruolo centrale. L'evoluzione ha determinato l'utilizzo di display sempre più ampi ma anche multipli. Un esempio è il dispositivo realizzato da Tcpos per i ristoranti di Giovanni Rana in cui il consumatore è messo a fronte di un secondo display in cui può vedere le immagini dei prodotti acquistati e anche altre comunicazioni come offerte, promozioni ecc. L'esperienza di pagamento migliorerà con l'introduzione su larga scala del contactless come spiega a MARK UP Enzo Venneri, ad di Tcpos: “Le carte contactless in Europa sono già in uso e, secondo la nostra esperienza, garantiscono una sicurezza maggiore. Ma non solo: anche la velocità è significativamente superiore a quella attuale e tale differenza il cliente la apprezza. Probabilmente il limite d'importo imposto in Italia dalle attuali sperimentazioni oltre il quale è necessario autenticarsi secondo procedura standard, è troppo prudenziale”.

Allegati

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di Francesco Oldani / maggio 2010

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