Nella prima infanzia l’innovazione “invecchia” rapidamente

I produttori del settore affrontano il problema di un target di riferimento che ruota: a ogni giro esigenze e bisogni paiono cambiare

Di fronte alle esigenze e ai bisogni che evolvono, Fater risponde con l’innovazione. L'impresa investe in essa ogni anno circa il 5% del proprio fatturato. “Innoviamo di continuo i nostri prodotti -racconta  Carlo Miotto,  marketing director baby care and digital di Fater, joint venture tra Procter & Gamble e Gruppo Angelini- e studiamo nuovi servizi per soddisfare al meglio le esigenze di ognuno. Il risultato è che offriamo la gamma di prodotti e servizi più ampia del mercato”.

Un’innovazione testimoniata dalla linea di punta, Pampers Progressi, che, ideata per accompagnare il cambiamento del bambino e rilanciata un anno fa offrendo ancora più asciutto e maggior sofficità per la pelle delicata dei piccoli, offre un prodotto specifico per ogni fase dello sviluppo del bambino.

Alla linea di punta ne seguono altre. Come Pampers Baby-Dry, il pannolino più venduto in Italia, che è stato rinnovato la scorsa estate con un nuovo sistema assorbente e con confezioni graficamente in grado di migliorare la visibilità e l’impatto a scaffale. Nel corso di quest’anno, Fater ha investito molto anche per far conoscere e diffondere l’uso di Pampers Mutandino, un nuovo paradigma di pannolino che si indossa come una mutandina, più confortevole per il bambino e più facile da mettere e da togliere. “Con Mutandino -sottolinea il marketing director baby care and digital- abbiamo contribuito a far esplodere un nuovo segmento che, prima del nostro lancio, valeva il 3% del mercato e oggi sfiora il 20%, rispondendo alla crescente esigenza di prestazioni elevate coniugate ad un’estrema semplicità d’uso”.

Un cuore di cotone bio

Il pannolino Cottony, prodotto dall’azienda italiana Corman Spa, è arrivato sul mercato italiano tre anni fa, con una chiave di comunicazione che si fonda soprattutto sull’unicità del prodotto. La presenza del filtrante in 100% cotone bio è la caratteristica speciale del pannolino, alla quale si aggiungono i classici benefit, come l’elevata assorbenza, grazie a un cuore con cellulosa sbiancata senza cloro, l’assenza di profumi, parabeni e petrolati. In questi anni di debutto, durante i quali si stanno ancora sviluppando i canali di distribuzione, il brand  si è concentrato sul far conoscere il valore di un prodotto che è molto coerente con il know how dell’azienda, specialista del cotone e del cotone bio, in particolare.

In questa direzione sono andate alcune azioni di packaging e di scelte sulla gamma

“Con il lancio della nuova grafica – spiega Paola Stevan, senior manager, global marketing di Corman Spa - abbiamo aggiunto la certficazione Oeko-tex Standard 100, che rassicura sull’assenza di componenti nocivi, e introdotto il prodotto taglia 1 dedicato ai neonati per rispondere alla necessità di far provare da subito il benefico del cotone bio a contatto con la pelle delicata del bimbo”. Le attività di comunicazione sono proseguite con lo sviluppo di alcuni supporti promozionali instore (espositori, leaflet e campioni omaggio alla mamma) e del sito. “Abbiamo ideato -prosegue Stevan- un key visual bello e chiaro che raffigura un cuore di cotone dove è appoggiato il bimbo per esemplificare il contatto diretto della pelle del bambino con il cotone bio”.

La chiave di comunicazione dell’unicità di prodotto spingerà anche le prossime azioni di Corman sul pannolino Cottony. “Cercheremo – conclude la senior manager – di rendere disponibile il prodotto a una platea sempre più ampia di mamme e per fare questo utilizzeremo canali non solo offline, ma anche online”.

Cip4 ha sede ad Assago (Mi), dove si trovano i due stabilimenti e l’headquarters.  Nel 2019 il fatturato è stato chiuso con 43 milioni di euro e per il 2020 è salito a 55 milioni. È cresciuto il ruolo di co-packer per alcuni gruppi industriali all’estero, in particolare in Francia, Belgio, Paesi Bassi e anche il brand interno, Natha, ha registrato una fase espansiva in termini di volumi. La mdd è rimasta più o meno stabile. Il parco macchine, costituito da 21 linee produttive automatizzate, di cui 12 per le salviettine personal care, è stato ampliato per far fronte a un mercato in crescente evoluzione. È stato creato un nuovo sito di produzione ad Assago, con un potenziamento relativo al personal care e l'avviamento di un’ulteriore linea baby nell'ambito delle salviettine igienizzanti multiuso. Quest’ultimo inserimento non è la risultante di una strategia di risposta a un effetto Covid, ma è legata alla finalizzazione di nuovi contratti.

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