Over 50 e stereotipi in comunicazione: una lezione in tempi di coronavirus

La crisi sanitaria cambia i toni ed è facile dimenticare chi sono davvero nonni e senior di oggi, parlando il "vecchio linguaggio della vecchiaia"

In tempi di emergenza sanitaria, dove linguaggi e percezione sociale cambiano, i nonni e i senior di oggi rischiano come non mai di essere associati in comunicazione al "vecchio linguaggio della vecchiaia". Eppure gli over 50 del 2020 sono quanto mai lontani, in termini di lifestyle e consumi, dall'essere la "fascia debole" o "da tutelare".

 

 

Vale la pena di ricordare che il loro profilo resta quello dinamico di cui vi abbiamo già parlato su queste pagine e la loro auto-narrazione lo conferma. Si veda, in proposito, il recente post di commento sulla vecchiaia pubblicato su LinkedIn da Mario Gasbarrino (CdA Everton e Cortilia) e risultato popolarissimo.

Proprio questo post ci ha dato lo spunto per rilanciare una riflessione sul tema attraverso il video “Vecchio a chi” (sopra) di Victoria, programma di comunicazione di Procter & Gamble. Dal filmato, che ripercorre lo stile P&G di "Like a girl", si evince chiaramente la percezione falsata intergenerazionale, ovvero gli stereotipi che spesso hanno di questo target i giovani italiani (magari proprio gli stessi che lavorano nel marketing e nella comunicazione dedicata agli over 50).

Uno spunto di riflessione per il binomio brand-pregiudizi.

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