Petti conquista la leadership nel bio

Petti, brand toscano di conserve di pomodoro di alta qualità, conferma il trend positivo di crescita anche a chiusura del 2018, nonostante le difficoltà del mercato. Il mercato dei Derivati del pomodoro, che nel complesso vale circa 475 milioni di euro, ha chiuso il 2018 con un calo complessivo del - 4,6% rispetto a dicembre 2017. Tutti i brand tra i top 15 hanno chiuso l’anno con il segno meno, ad eccezione di Petti e di Alce Nero. Il brand conserviero toscano cresce a doppia cifra, con un +24% rispetto a dicembre 2017 e raggiungendo quasi 29 milioni di euro circa di vendite a valore (Dati IRI Iper, Super e Libero Servizio – Mercato Derivati del pomodoro - Vendite a valore AT dicembre 2018).  Questi dati ed il prezzo medio di Petti testimoniano come il mercato si stia sempre più spostando verso la fascia premium e ad elevato livello di servizio e stia premiando la qualità di Petti centrata sulla certificazione di origine toscana della materia prima, sulla lavorazione a bassa temperatura e su un packaging distintivo.

Petti e Alce Nero sono anche i top player del segmento dei derivati del pomodoro bio, un mercato che vale quasi 30 milioni di euro, che cresce complessivamente del +2,8% e di cui i due brand insieme valgono quasi la metà. Sin dal lancio sul mercato, l'azienda ha puntato sul biologico, con una linea completa che oggi conta oltre 20 referenze 100% toscane e certificate: da quelle più tradizionali come la passata, la polpa, i pelati e il concentrato in versione bio ai prodotti più esclusivi realizzati con datterini biologici toscani. Petti ha chiuso l’anno conquistando la leadership di questo segmento, con una crescita del +28,8% rispetto all’anno precedente e una quota a valore di 22,9 punti (Dati IRI Iper, Super e Libero Servizio – Mercato Derivati del pomodoro BIO - Vendite a valore AT dicembre 2018).

“Siamo molto soddisfatti degli importanti risultati conseguiti sul mercato, a pochi anni dal lancio del nostro brand. Abbiamo investito in materia prima certificata 100% toscana, in qualità, in innovazione e in ricerca per portare valore allo scaffale e offrire un prodotto d’eccellenza ai consumatori italiani e a quelli di tutto il mondo -afferma Pasquale Petti, quarta generazione e a capo dell’azienda toscana di famiglia-. Per sostenere il progetto a marchio abbiamo affrontato molti investimenti in comunicazione e marketing, ma abbiamo dedicato importanti risorse soprattutto all’ampliamento della capacità produttiva del nostro stabilimento di Venturina Terme (LI), a beneficio di tutto l’indotto che oggi impiega oltre 2.000 persone. Negli ultimi due anni, inoltre, abbiamo dovuto fronteggiare le criticità del comparto del pomodoro da industria in Toscana e il gap di prezzo tra il pomodoro toscano e quello di altre regioni. Infatti, come già comunicato nei mesi scorsi, la nostra azienda si sta impegnando in prima linea per rilanciare la coltura del pomodoro da industria in Toscana, e a tal fine siamo coinvolti in un tavolo di lavoro con produttori, associazioni di categoria, autorità locali e Regione Toscana, per far tornare sostenibile e competitiva la produzione conserviera nel nostro territorio. Il 2019 sarà per noi quindi un anno impegnativo e decisivo su questo fronte. Nel contempo, continueremo a investire in ricerca e sviluppo e già nella prossima primavera prevediamo il lancio di nuovi prodotti. Desideriamo consolidare il nostro posizionamento in Italia, crescere nei mercati esteri presidiati, e aprirne di nuovi, in Europa e oltreoceano, per raggiungere e conquistare un numero sempre maggiore di consumatori. A coronamento di un passaggio importante del nostro percorso -conclude Petti- con la fine dello scorso anno abbiamo anche completato il rinnovamento della nostra immagine a scaffale, con un restyling di tutti i packaging e del logo, per conferire ulteriore qualità ed eleganza alla nostra linea di prodotti premium.”

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