Il progetto Industria 4.0 rappresenta un’occasione per creare più sinergie e rendere il sistema produttivo e il mercato italiano più efficienti e più competitivi

Le misure introdotte nelle ultime Leggi di Bilancio fanno leva prevalentemente su incentivi fiscali automatici a vantaggio delle imprese che investono in un'ottica di Industria 4.0. È grazie a questi che il programma Industria 4.0 ha stimolato l’interesse delle imprese verso nuovi modelli di business fondati su un’innovazione tecnologica capace di archiviare, processare e analizzare, in tempo reale, una grande quantità di informazioni non strutturate provenienti da una pluralità di fonti. Il passaggio da una gestione fondata sul “reporting” ad una basata sul “real time” è dunque una delle sfide più importanti che il sistema produttivo italiano sta affrontando. Se ne è discusso al convegno Marketing & Industria 4.0. Opportunità e rischi di un programma innovativo che si è tenuto a Milano presso l’Università di Milano-Bicocca.

I principali benefici attesi di Industria 4.0 sono maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala; maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie attraverso tecnologie innovative. E poi maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione di errori e fermi macchina

La continua e progressiva evoluzione delle tecnologie digitali degli ultimi decenni è la tendenza ambientale irreversibile che maggiormente sta influenzando le filiere produttive. “Tale evoluzione -spiega Angelo Di Gregorio, direttore CRIET Università di Milano-Bicocca-, genera e rende disponibili, a costi decrescenti, ampie basi di dati che rendono obsoleti i tradizionali modelli di business. Il passaggio da una gestione fondata sul “reporting” ad una basata sul “real time” è forse la massima espressione del cambiamento in atto, della sfida che il sistema produttivo italiano sta affrontando. È una grande opportunità per un Paese che nei fatti non permette più investimenti industriali caratterizzati da una grande scala di produzione e che, viceversa, deve valorizzare le sue specificità di saper offrire un elevato livello di servizio alla clientela, di valorizzare le riconosciute qualità dei prodotti Made in Italy, di sviluppare la competitività attraverso la personalizzazione dell’offerta”.

Un momento del convegno Marketing & Industria 4.0.

Industria 4.0 intende favorire l’interconnessione fra le unità elementari di impianto mediante l’acquisto di beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori. In questa logica le parole chiave sono: Processo produttivo, Controllo e Gestione. Tutto questo per realizzare un sistema interno all’azienda produttiva che metta in connessione le varie fasi produttive per una migliore efficienza di processo. Negli ultimi anni come è cambiato il mercato? È nata la multicanalità nel processo di acquisto: il consumatore è raggiungibile da numerosi punti di contatto, fisici e digitali. Anche il tempo e il luogo di contatto sono cambiati: un consumatore può essere raggiunto anche a casa quando i negozi sono chiusi. Le attività di marketing, in particolare il CRM, generano un flusso di informazioni da e verso i consumatori, che contribuiscono a definire le politiche dell’azienda e a realizzare anche i data base dei clienti. Ecco quindi che di fatto un sistema produttivo completo prevede due “importanti” data base: quello dei prodotti (con e per la fabbrica) e il database clienti. Per disporre di un sistema realmente completo (ed efficiente) è necessario che i due database siano in grado di dialogare tra loro creando una struttura orizzontale che metta in connessione i clienti finali, le attività di marketing le politiche aziendali, i data base dei clienti e dei prodotti e la fabbrica 4.0.

Oggi le nuove tecnologie sono ormai alla portata di quasi tutte le aziende, anche delle aziende più piccole, perfino i robot che in certi casi possono essere acquistati con investimenti vicini ai 15.000 euro. “Il vero limite -sottolinea Jacopo Piccolo Brunelli, Boston Consulting Group partner end managing director-, è rappresentato ancora dalla stampa 3D professionale di alto livello, penso per esempio a soluzioni più complesse come la stampa del metallo. In Italia si producono macchine di ogni tipo, la prossima tappa dello sviluppo è collegarle tutte tra loro. L’acquisizione di informazione è alla base dei processi produttivi del futuro: una volta fornito un impianto è possibile raccogliere informazioni utili per le progettazioni successive o per fornire nuovi servizi prima non previsti compresa la personalizzazione più spinta nella realizzazione dei prodotti”.

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