Plasmon porta al centro la filiera italiana

Plasmon mette al centro degli investimenti di sviluppo industriale l’Italia e la sua filiera agroalimentare. Un progetto triennale che ha richiesto la selezione di numerose referenze

Plasmon (marchio del Gruppo Kraft Heinz) alza ulteriormente i suoi standard produttivi facendo dello storico stabilimento di Latina il fulcro dell'evoluzione. “Dal 1902 al fianco delle famiglie italiane per garantire ai loro bambini il meglio in tutte le diverse fasi della loro crescita”, dice Felipe Della Negra, Managing Director Italia di Kraft Heinz, “Plasmon rafforza il suo impegno in qualità, sicurezza e tracciabilità. Abbiamo messo al centro dei nostri investimenti l’Italia e la sua filiera agroalimentare, una delle eccellenze più riconosciute nel mondo e nel settore del baby food. E lo faremo all’insegna della trasparenza”. L’impegno di Plasmon è su più livelli. Prima è stato firmato con il Ministero delle politiche agricole un Protocollo d’Intesa per la valorizzazione della filiera agroalimentare italiana degli alimenti per l’infanzia. Ora i lavori con il Mipaaf stanno proseguendo e dalla firma si è passati alla parte operativa del protocollo che prevede l’implementazione degli impegni presi, a partire da un bollino di tracciabilità dei prodotti.

 

 

Felipe Della Negra, Managing Director Italia di Kraft Heinz
Progetto triennale

Con il progetto Filiera Italiana, Plasmon ha deciso di puntare con decisione su materie prime italiane per realizzare i suoi prodotti. Un progetto triennale che ha richiesto la selezione di numerose referenze e di molti fornitori con un investimento di 10 milioni di euro. “Vogliamo affermare due concetti importanti”, sottolinea Della Negra, “produciamo in Italia, a Latina, con materie prime italiane”. Entro la prima metà del 2020, l’85% dei prodotti Plasmon sarà realizzato con materie prime italiane. Il resto delle materie prime sarà di origine estera, perché si tratta di produzioni non presenti nel nostro Paese, ma saranno sempre selezionati ingredienti della più alta qualità come il salmone del Nord Europa, le Banane del Guatemala e il Mango Alfonso dell’India. La provenienza degli ingredienti è poi oggetto della massima trasparenza a cominciare dal bollino presente sulla confezione e dal nuovo sito istituzionale dove, in un’apposita sezione - www.plasmon.it/materieprime - è possibile verificare l’origine delle materie prime. Inoltre, sotto il claim: “Con Plasmon, sai sempre da dove arriva”, è partita un’articolata campagna di comunicazione  che gradualmente nei prossimi mesi coinvolgerà tutti i media: spot Tv, attività social, formazione e informazione dei pediatri, azioni di PR e momenti istituzionali oltre ad eventi con i fornitori e a una massiccia presenza sui punti vendita con materiale pop e corner a tema (per il momento sono attivi le azioni digital e il nuovo sito).
Plasmon è convinta della bontà delle sue strategie ma nelle sue scelte risponde anche una forte esigenza dei genitori che chiedono sicurezza alimentare, chiarezza sull’origine degli ingredienti, filiera italiana e varietà di gusti e prodotti.

 

 

Input confermati dalla più recente indagine U&A (Usi & Attitudini) realizzata da su un campione di 1.000 mamme italiane

Fiore all’occhiello

Costruito nel 1969, ancora oggi lo stabilimento di Latina è il fiore all’occhiello della produzione Made in Italy di Plasmon. Il sito è stato rinnovato nel corso del tempo: per esempio nel 2010 è stata realizzata la linea per la produzione in asettico e quattro anni fa sono state rinnovate alcune delle linee produttive più importanti compresa quella del famoso biscotto Plasmon. È presente anche una linea produttiva dedicata al mercato inglese che richiede prodotti per l’infanzia un po’ diversi da quelli destinati al mercato nazionale. Nello stabilimento Plasmon di Latina sono prodotti 1.000 vasetti di omogenizzati al minuto, un milione di vasetti al giorno e circa 200 milioni di vasetti all’anno. A cui si aggiungono circa 1,8 miliardi di biscotti Plasmon all’anno, che messi tutti in fila fanno circa quattro volte il giro della Terra. La produzione totale è pari a 32.000 tonnellate all’anno e comprende biscotti, omogenizzati, succhi e pani estrusi.
Sul fronte della sostenibilità, è stato installato un impianto di cogenerazione a gas da 2,7 MW che permette di produrre elettricità, vapore e acqua calda evitando l’emissione ogni anno di 620 tonnellate di CO₂ che corrispondono alla quantità emessa in un anno per distribuire i prodotti Plasmon in Italia. L’impianto di Latina si estende su una superficie complessiva di 640.000 mq di cui 70.000 coperti con 305 addetti. Nel periodo 2014-18 per lo stabilimento di Latina sono stati investiti 64 milioni di euro. L’80% della produzione è destinata al mercato italiano.

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