Produrre senza plastica, implicazioni di sicurezza

Produrre senza plastica: le prestazioni degli strumenti per l'ispezione
Produrre senza plastica: le prestazioni degli strumenti per l'ispezione

L'inquinamento prodotto dagli imballaggi e dai prodotti in plastica al centro delle cronache in questi giorni sta alzando la pressione sull'industria di marca le cui scelte produttive hanno un forte impatto anche sull'ambiente. Ma quali sono le alternative plausibili per un consumo più sostenibile? Quali le implicazioni per la sicurezza?

Produrre senza plastica, si può?

La plastica per imballaggio si può sostituire con materiali quali il cellophane ottenuto da pasta di legno, Pla (acido polilattico) da mais, bagassa (ovvero un residuo di lavorazione della canna da zucchero), e poi naturalmente il cartone, le bottiglie in vetro, fogli in metallo riciclabile per sostituire le pellicole in plastica a protezione dei cibi pronti. Il cambio di paradigma però impatta su tutta la catena di produzione, dalle linee fino alla logistica: trasportare vetro, per esempio, pone problemi diversi rispetto al trasportare plastica.

Le confezioni probabilmente saranno diverse da quelle cui siamo abituati, la stampa del brand potrebbe avvenire diversamente, le pellicole potrebbero essere più o meno trasparenti. Saranno poi da valutare tutti gli aspetti legati alla sicurezza alimentare.

Impatto e impegno dell'industria di marca

Produrre senza plastica è possibile, curando il processo produttivo per intero
Produrre senza plastica è possibile, curando il processo produttivo per intero

Sacchetti, bottigliette in Pet inquinano i mari e la plastica finisce nella catena alimentare. Il parlamento europeo ha fissato al 2021 il bando completo alla plastica monouso, le Nazioni Unite con The Ellen MacArthur Foundation hanno steso un programma per introdurre entro il 2025 nuove tecnologie capaci di eliminare del tutto la plastica monouso. Tra i 250 firmatari ci sono anche Coca Cola, Kellog's, Nestlé, Mars, Unilever e Danone.

Un'analisi del movimento Break Free From Plastic attribuisce addirittura il 64% della plastica dispersa nell'ambiente e identificata nelle operazioni di raccolta negli Stati Uniti e in Canada a tre aziende, Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé.

Plastic free e sicurezza alimentare

Produrre senza plastica: confezioni sostenibili sulla linea produttiva
Produrre senza plastica: confezioni sostenibili sulla linea produttiva

Nuovi pack, con forme e caratteristiche diverse, materiali diversi, hanno un impatto sulla linea di produzione anche sotto l'aspetto dei controlli che le aziende normalmente attuano sul prodotto, per la conformità alle proprie scelte produttive e alle normative. L'industria si trova quindi a dover valutare se gli strumenti di ispezione adottati sono ancora adeguati al raggiungimento degli obiettivi preposti.

Una prima soluzione molto pratica è assicurarsi che le verifiche e i controlli avvengano prima del confezionamento. In questo caso l'imballo non avrà nessun impatto. Potrebbe esserci invece un impatto ridotto o minimo nel caso in cui le nuove confezioni sostenibili non siano molto diverse da quelle classiche nella forma e nelle dimensioni. Questi due parametri infatti sono i più rilevanti per una ispezione efficace. Nel caso la confezione sia molto diversa da quella per la quale la linea era stata pensata, per esempio passando da una busta in plastica a una scatola in cartone, potrebbe essere necessario rivedere l'intera linea di confezionamento.

Un esempio è quello dei dispositivi per individuare contaminanti, sostanzialmente dei rivelatori di metalli: un tappo in alluminio potrebbe confonderli. Si può ovviare al problema ispezionando il prodotto prima dell'aggiunta dell'elemento in alluminio, oppure aggiungendo un sistema a raggi X al rivelatore di metalli, oppure eliminando anche l'alluminio per sostituirlo con cellophane da pasta di legno.
Le soluzioni andranno valutate in base alle specifiche esigenze, rivolgendosi ad aziende specialiste nel settore.

 

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