Ridare slancio ai consumi per tornare a crescere

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n. 278)

L’Istat ha recentemente reso noti i dati definitivi del 2018 su cui possiamo fare qualche riflessione.
Primo: è evidente il brusco rallentamento rispetto al 2017: crescita del Pil dimezzata, da 1,6% a 0,9%. Se a questo aggiungiamo il dato negativo del Pil degli ultimi due trimestri, il quadro è ancora più chiaro.
Secondo: a trascinare in basso il Pil sono stati i consumi delle famiglie, crollati dal +1,5% del 2017 al solo +0,6% del 2018. Non solo: le vendite al dettaglio Istat (prodotti in prevalenza di largo e generale consumo) in termini reali sono diminuiti del -0,2%.
Dunque si sta arrestando il motore dei consumi ma stanno anche mutando i modelli di acquisto e consumo, orientati verso beni e servizi alternativi alla “spesa abituale”.
Terzo: la dinamica degli investimenti rimane più positiva: +3,4%. C’è tuttavia da considerare per i prossimi anni i minori incentivi e l’incertezza del quadro politico-economico che non potranno che abbattere questo trend.
Quarto: il contributo al Pil della domanda estera netta è stato nel 2018 negativo (-0,1%). Non è una novità, ma significa che è all’interno dei nostri confini che dobbiamo trovare le risorse per crescere.
Che probabile futuro ci aspetta? Una prima metà del 2019 ancora all’insegna della stagnazione e poi bisognerà verificare gli effetti reali delle misure varate con la Legge di Bilancio. Senza contare la spada di Damocle degli aumenti Iva che ci attende dal 2020.
Ma non si può restare in questo clima di incertezza, la condizione peggiore per famiglie e imprese. Occorre rimettere in moto la domanda interna. Dunque un grande piano di investimenti pubblici, nazionali e locali, e nuovo sostegno a quelli privati, puntando
a favorire produttività e competitività e quindi occupazione e consumi.

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