Rigenerazione urbana nuovo task dell’immobiliare

Riqualificazione – L’innovazione e l’emergere di nuovi format sono i segnali più evidenti della nuova vitalità del comparto commerciale in Italia


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Da sempre l’immobiliare commerciale è una delle componenti fondamentali dell’ambiente urbano. La ritrovata vivacità del mercato italiano si intreccia con la riscoperta delle aree urbane e metropolitane come luogo di elezione e sviluppo di nuovi spazi retail. In occasione di Eire, la fiera del Real Estate che si è tenuta a Milano dal 24 al 26 giugno scorsi, alcune delle principali realtà del settore si sono confrontate sul leitmotiv della decima edizione: la rigenerazione urbana. Un argomento strettamente legato a una tendenza che mira a individuare nuove aree nelle città nell’ottica di sviluppare aggregati commerciali capaci di attrarre gli investimenti di operatori nazionali e internazionali.
Di questo tema si è occupato il convegno “L’immobiliare commerciale e le città: 2014 e oltre”, promosso da CNCC (Consiglio nazionale dei Centri commerciali), in collaborazione con Eire. L’innovazione e l’emergere di nuovi format sono i segnali più evidenti della nuova vitalità dell’immobiliare commerciale in Italia.

Due recenti progetti, con caratteristiche innovative, sono stati discussi con particolare attenzione alla loro genesi, agli obiettivi e alla replicabilità in altri contesti di mercato. Il direttore commerciale e marketing di Promos, Filippo Maffioli, e il direttore commerciale IGD SIIQ, Daniele Cabuli, hanno presentato i format di Scalo Milano e di Porta a Mare, due concept differenti sviluppati con una grande attenzione al territorio.

I due casi presentati, seppure virtuosi, confermano che rimangono sullo sfondo, ancora irrisolte, alcune specificità tutte italiane che continuano a rendere difficili operazioni strategiche e dimensionalmente significative in grado di riqualificare e dare nuovo senso ad ampie aree territoriali anche urbane. I tempi lunghissimi e incerti delle pubbliche amministrazione consentono la realizzazione dei nuovi o rivisitati edifici per il commercio solo dopo molti anni dalla loro progettazione, rendendo in molti casi superato il format e comunque non più rispondente alle necessità degli investitori e del pubblico di consumatori.
Le tempistiche incerte minano, inoltre, le motivazione degli investitori esteri che si orientano solo su operazioni a breve termine e a basso rischio evitando di considerare il nostro Paese come strategico per i loro asset.

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Allegati

231_Riqualificazione

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