Rivoluzione soft drink: bere contro l’inquinamento

Prodotta dalla start up Areea, presentata in anteprima mondiale a Seeds & Chips, una linea vegetale declinata dai bimbi agli atleti (da mark Up 251)

Sul  mondo  dei  soft  drink  soffia  il  vento di una rivoluzione. Bevande funzionali per migliorare la salute, personalizzate, da preparare in autonomia in base alle proprie esigenze. E anche i giganti mondiali del beverage sono pronti a cambiare pelle, spesso sulla scorta delle  proposte  di  start  up  che  suggeriscono  modelli  alternativi.  Da  una  parte, la prospettiva dei drink fai da te. Come il sistema Drinkfinity sperimento da Pepsi in Brasile, che permette la libera creazione attraverso capsule contenenti sostanze in polvere (vitamine, minerali, estratti vegetali) e liquide (per dare gusto, aromi e colore), da inserire in un contenitore riutilizzabile e riempito d’acqua. Fino alle sue evoluzioni più sofisticate  che  guardano  al  mondo  degli  sportivi. Come la linea Gx di Gatorade, un sistema digitale integrato che rileva i parametri di sudorazione attraverso dei sensori, comunica con un’app e suggerisce  la  quantità  necessaria  di  sali  minerali da utilizzare nel drink.

Il foodtech vale 6 miliardi  di dollari a livello mondiale di investimenti, un record. Domina il filone nutraceutico,  bevande  funzionali  che  cavalcano  i  due  termini  chiave  dell’alimentazione  2.0,  salute  e  rispetto  dell’ambiente.  La parola d’ordine della seconda edizione milanese di Seeds & Chips, summit internazionale  dedicato  all’innovazione nella filiera agroalimentare, vetrina anticipatrice degli sviluppi futuri, è stata proprio rivoluzione, nel food quanto nel  beverage.  Con  un  insistito  parallelo: quello di trovarsi oggi a ricalcare il periodo  pionieristico  della  Rete:  il  cibo è diventato una priorità, il rapporto con la salute e l’ambiente è sempre più forte, e la food innovation è la risposta, anzi  ‘è  la  nuova  Internet’.  Una  cartina  di tornasole del mondo nuovo, si è avuta dalle proposte delle tante start up.  A Seeds  &  Chips  ce  ne  erano  circa  duecento, saranno mille nel 2017.

Areea ha presentato in anteprima mondiale una bevanda funzionale pensata per combattere l’inquinamento. Una  bibita  a  base  di  broccoli.  Il  fondatore e ceo è un italiano di 26 anni, nato  a  Roma,  Antimo  Farid  Mire,  mamma calabrese e papà bengalese, trasferitosi  a  Londra  dal  2008,  dopo  la  maturità  scientifica,  dove  ha  fondato  la  start up. Oggi la giovane azienda è se-guita  dall’acceleratore  dedicato  al  food  technology  più  importante  del  Regno Unito, Cinnamon Bridge, che aiuterà  a  lanciare  il  prodotto  insieme  con  alcuni  investitori.  Tra  i  tanti  advisor  a  supporto, spiccano Patrick Morselli, che ha contribuito a portare Uber in tutto il mondo, poi Paolo Patruno di Federalimentare.

L'articolo completo su Mark Up n. 251

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